DENTRO

L’eco del battito al primo vagito prelude compagno del mio tempo senza giorno e senza notte Fluttuo nel liquido che mi nutre Dormo protetto Cieco guardo il buio nero Aspetto Tendo la mano cerco l’abbraccio vero nelle ginocchia rannicchiato singhiozzo invano

Il ventunesimo giorno

Sono nella stanza rossa salotto elegante del pensiero moderno Nato nel bianco io nudo di sapore materno guardo la bella gente che passa evito il povero mendicante claudicante nel buio solitario tra la massa Aspetto da cento anni di sapere chi sei di vedere il viso che hai di strappare ai tuoi sedici anni le lacrime che asciugai L’assenza La presenza L’abbandono Lo sterile perdono Quel ventunesimo giorno senza più ritorno   A Corrado  

Il senso di Smilla per la neve

Salve, questa non è la mia storia, ma è tratta da un mio romanzo inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, per il quale ho raccolto 151 testimonianze vere di donne infertili e mi sono concentrata sul lato oscuro della maternità, elaborando 12 racconti. Io sono una donna con l’endometriosi, infertile e con una “collezione “di referti di “sine causa”, ma non ho riportato la mia esperienza nel libro: io sono in tutte le storie e tutte le storie sono in me. Vi dono questo specifico racconto del libro perchè, trattando l’endometriosi, ben si adatta alla mia decisione di devolvere l’intero ricavato dei diritti d’autore all’A.P.E. onlus (Associazione progetto Endometriosi).     Il senso di Smilla per la neve   La neve, così bianca, così fredda e io, così scura, così indomita. Eppure siamo legate.   «Nel mondo esterno non esisterà mai un cristallo di neve dalla forma perfetta. Ma nella nostra coscienza c’è l’idea scintillante e impeccabile del ghiaccio perfetto».   Ero incinta di poco più di due mesi, e mi toccavo il ventre ancora piatto, incredula. Avevo concepito naturalmente con un’endometriosi al IV stadio, inaspettatamente, dopo una lunga serie di interventi. Li ricordo tutti, i […]

Mentre ti aspetto…

Non so spiegare il perché, ma nel profondo del mio cuore ho sempre saputo che avrei faticato ad avere un figlio. Ho sempre sognato una famiglia numerosa. Io, che non ho mai avuto una famiglia. Ho sempre sognato di poter donare tanto amore… Io, che amore non ho mai ricevuto. Il mondo mi è crollato addosso il 13 gennaio del 2012. Avevo 25 anni. Dopo un anno e tre mesi di matrimonio, otto di fidanzamento, e uno e mezzo speso alla ricerca di un bambino, io e mio marito ci siamo decisi a fare delle analisi per capire se ci fosse qualcosa che “non andava”… C’era. Decisamente. E lo scoprii quel giorno, quando la ginecologa, osservando le nostre analisi, mi comunicò brutalmente che non avremmo mai potuto avere un figlio in modo “naturale”. Non mi importava. Non mi rassegnai. Ero pronta a tutto per realizzare il mio sogno. Non sono una che perde tempo. Insieme a mio marito mi sono messa subito in moto per contattare un centro PMA. PMA… Non sapevo neanche cosa volesse dire questa strana sigla, e in pochi giorni mi sono fatta una cultura! Non mi importava se mio figlio sarebbe stato concepito in una […]

Non perdere mai la speranza

Mi sposo a 27 anni e mio marito ha già una figlia di otto. Irrequieta, dal carattere difficile, molto impegnativa, innamorata del suo papà come lo sono tutte le bambine. Vive con la mamma che per lavoro ha orari complicati e per questo è spesso a dormire da noi. Decidiamo di non avere fretta di mettere al mondo dei figli, almeno finchè la situazione non si stabilizza dandole il tempo di “digerire” la nuova formazione famigliare. Tanto io sono giovane e il mio istinto materno viene proiettato su di lei. Credendo di fare il bene della bambina e quello della coppia, io smetto di lavorare e inizio a farle da babysitter. Riprese da scuola, dentista, festicciole, shopping… Dopo un paio d’anni non prendiamo più precauzioni ma nessuna gravidanza si manifesta. Ne passano sei, di anni, e non solo io non rimango incinta ma la situazione con la ormai ragazzina è sempre più ingestibile: più io mi occupo di lei, più lei mi tratta male; a volte mi insulta malamente e il peggio è che viene sempre giustificata dal padre. La situazione in casa è spesso difficile. Nonostante io e mio marito ci amiamo sempre di più, ogni occasione […]

Over 40…fuori tempo massimo?

“Signora, lei ha una riserva ovarica in.. riserva”. Ero seduta nello studio di un professorone e, questa volta, avevo portato il mio compagno. Neanche avessi avuto il presentimento che qualcosa sarebbe accaduto, che ci sarebbe stato un aneddoto da raccontare e nessuno mi avrebbe creduto. Non fossero state parole tristi da ascoltare, almeno per una donna, almeno per me, avrei trovato questa frase davvero comica. “Riserva ovarica in riserva”… Ma tant’è, ormai l’aveva detta e io mi sono domandata: “Cosa diavolo ci faccio qui?”. Poi ho guardato lui che mi era accanto, quasi a chiedere “Ma ho immaginato tutto?”. Ma lui non poteva capire, ha cercato di rincuorarmi, era sereno o forse fingeva di esserlo. Io, invece, ho provato solo tanta tristezza e rabbia. Ho superato da qualche anno i 40, sono una donna appagata sul lavoro, guadagno discretamente bene, la mia vita mi piace così com’è. Allora perchè ora, solo ora, ho sentito il desiderio di avere un figlio? Sorridevo quando sentivo parlare dell’orologio biologico, neanche li guardavo, io, i bambini. E adesso, invece, ci ero caduta in pieno. E così, dopo due inutili anni di tentativi, ho deciso… Mi sono rivolta a specialisti per capire se […]

Nato vivo

Siamo giunti in fondo. Il 20 dicembre è stata una giornata di grande pace interiore, sia per me che per Giacomo. Siamo arrivati puntuali in ospedale, mano nella mano. Sorridenti e sereni. Dovevamo solo andare in contro al nostro destino, nulla più dipendeva da noi. Abbiamo atteso molto prima di poter dare il via al nostro momento, almeno cinque ore… e si sa che le attese siano la parte peggiore. Siamo stati attenti a non svegliare i nostri demoni. Abbiamo discusso dei dettagli della ristrutturazione di casa nostra, come se la nostra vita non fosse in pericolo. Mi ero ripromessa di avvisarlo che c’era un documento in cui gli lasciavo detto ciò che non gli avevo mai detto… ma non ce l’ho fatta. Con un po’ di scaramanzia ho voluto pensare che se avessi taciuto sarei sopravvissuta per forza. Nello stesso tempo ero certa che avrebbe cercato un documento se mi fosse accaduto il peggio. Sono stata accompagnata in sala operatoria dopo aver salutato Giacomo e il nonno Domenico. Un saluto che non ho voluto avesse il sapore dell’ultimo. Ho portato con me un fazzoletto di carta, perché sapevo che avrei pianto: in ogni caso avrei pianto. Poi […]

Pezzi di vetro

Prima di tutto ci fu lo stupore. Il giorno in cui io e Fabio facemmo l’amore senza preservativo ci guardammo con incredulità. A pensarci ora sorrido di quella emozione, dell’irripetibile vertigine di quando ci si affida al destino. Da allora sono trascorse innumerevoli delusioni, una ogni maledettissimo mese. Eppure a ripensare a quella prima volta provo una immensa tenerezza per tutta quella ingenuità. Mi ero preparata a lungo a quel momento. Fin da bambina chissà perché avevo paura di non potere avere figli. Quando la mia relazione con Fabio cominciò a diventare importante ricordo benissimo che gli chiesi preventivamente se un giorno avrebbe voluto avere figli, poiché in caso contrario avrei voluto saperlo subito. A ripensarci ora fu un colloquio assurdo, così come assurda è la sensazione di “profezia che si auto-avvera” che mi porto dietro. Un anno se ne andò così, senza rumore. Nulla accadde ma ci sembrava che tutto potesse ancora accadere. Poi decidemmo che con l’inizio dell’anno nuovo avremmo fatto qualche accertamento, ma lo dicemmo a bassa voce, per non essere spaventati dalle nostre stesse parole. Le luci natalizie erano ancora tutte accese e il dolore ancora tutto di là da venire. Istruzioni per l’esecuzione […]

Il sine causa non esiste. Un cammino lungo la diagnosi.

Non ebbi reazioni quando lessi per la prima volta quella parola su una prescrizione medica, perché quella condizione non si addiceva a nessuna delle mie personalità multiple da donna in balia di montagne russe ormonali. Il rifiuto si tradusse in pensieri poco lusinghieri per il mio medico curante: infertile a chi? Maledetto iettatore! Come nelle peggiori favole, quelle che non subiscono il revisionismo melenso della Disney, venne fuori che infertile lo ero davvero e che le cause alla base della mia infertilità erano molte. Le tube, innanzitutto. Dotate di un inappropriato senso dell’umorismo. Nel settembre 2013 mi sottoposi ad un impronunciabile esame, che inaugurò, di fatto, la lunghissima trafila di visite, prelievi, invasioni barbare di intimità. L’isterosalpingografia. Il referto fu confortante: tube pervie. Due anni più tardi, marzo 2015, il medico (diverso) del centro specializzato in problemi di fertilità a cui decisi, finalmente, di rivolgermi, mi consigliò una laparoscopia. La sua parola di capo indiscusso delle vagine difettose contro il mio scetticismo di fronte alla prospettiva di dover affrontare un vero e proprio intervento, in una vera sala operatoria, sotto anestesia totale. Le tube furono ricontrollare solo per scrupolo. Per un eccesso di zelo, quasi paranoia. Erano chiuse. […]

Metterci la faccia

Non è facile parlare di infertilità. Chè non è solo discutere di quale clinica, terapia o medico siano i migliori per portarsi a casa “il risultato”. Non è solo elencare quanti tentativi di fecondazione assistita hai fatto, in quale città o paese li hai fatti, quante punture di ormoni, ecografie, visite mediche, analisi del sangue hai fatto. Non è neanche parlare di quale cavolo di problema hai che non riesci a superarlo con la tecnologia disponibile al giorno d’oggi. Non è facile parlare di infertilità. Chi può capire cosa fa ad una donna il trovarsi ripetutamente, per mesi, anni, sdraiata su un lettino sterile e con le gambe aperte, come mancasse di pudore, lasciare che degli estranei in camice bianco sotto impietose luci al neon gestiscano e controllino per te un atto che dovrebbe essere il più sensuale e amorevole e intimo di una coppia, quale quello del concepimento? Solo ora dopo tanti anni, posso avere la chiarezza e la lucidità per capire cosa mi è successo, per elaborarlo ed esprimerlo pienamente. Mentre mi barcamenavo tra ginecologi, embriologi, infermieri e tecnici di laboratorio non avevo forse nemmeno il tempo di capire. Quello che capivo era che soffrivo per un desiderio […]