La mia esperienza a Madrid

La mia esperienza risale al 2014. Io e mio marito venivamo da anni di inutili speranze e da due tentativi falliti di fivet in Italia. Dopo l’ennesimo insuccesso, avevamo deciso di desistere; il percorso della procreazione assistita era stato lungo, snervante e deludente, sotto diversi punti di vista. A prescindere dalle difficoltà fisiche legate alle preparazione ormonali, era stato soprattutto l’aspetto psicologico quello più duro: eravamo sempre stati trattati con freddezza, come semplici numeri, lasciati soli a noi stessi, alle nostre paure e ai nostri dubbi e la sensazione che ogni tentativo aveva lasciato, da un punto di vista professionale, era stato di estrema “improvvisazione”. In fondo, però, soprattutto io volevo darmi un’ultima possibilità. Avevo deciso per l’estero, ma la scelta era infinita, soprattutto tra le cliniche spagnole. Ad un certo punto lessi, su internet che una di queste cliniche, sarebbe venuta a Roma di lì a poco per dare l’opportunità, a chi fosse interessato, di avere un colloquio di persona. Mi sembrò un segno. Sin da quella prima chiacchierata, cominciammo a sperare di nuovo. La dottoressa e la sua assistente, nonostante la nostra sfiducia e il nostro pessimismo, ci hanno fatto subito sentire capiti e supportati; sono […]

Reazioni

Quando si riceve e si prende coscienza di avere un problema di fertilità, le reazioni vostre, del partner e di chi vi sta vicino, come familiari e amici, possono essere diverse, soprattutto da come ve le aspettate.

“non c’è battito”

E’ successo anni fa, ma il ricordo è vivido come se fosse accaduto ieri. Era da un po’ che cercavamo di avere un figlio. Non tanto da contare i mesi, i giorni, i rapporti sessuali. Non tanto da sentire qualcosa rompersi dentro ogni volta che arrivava il ciclo, ma un po’. E poi guardi l’agenda e ti accorgi che hai un ritardo. E poi compri un test di gravidanza, e lo fai, e quello ti dice che sei incinta. E subito quasi non ci credi, ma poi reagisci, fissi un appuntamento dal ginecologo ma con calma. E passa qualche settimana, e inizi a googolare qualsiasi cosa, incessantemente. Ogni azione quotidiana diventa una ricerca su google: posso bere birra, posso mangiare questo e quell’altro, posso andare in bicicletta…Ma poi, pensi, le domande le farai tutte alla ginecologa. Nel frattempo inizi ad abituarti all’idea che ci sia qualcosa che vive e cresce dentro di te. Inizi a guardarti allo specchio in modo diverso, cercando cambiamenti anche minimi. Inizi a cercare nel tuo corpo sensazioni inedite che ti diano la prova del tuo essere incinta. Inizi a pensare al dopo, a come sarebbe essere madre, davvero. Il tuo compagno è al […]

Quelle lacrime al telefono con la reception dell’Ospedale…

La mia storia è in parte già iniziata, in parte ancora da scrivere. Così come la ricerca di un figlio non arriva nel momento in cui ci provi, ma nel momento in cui inizia dentro di te un desiderio inspiegabile, incontenibile, di costruire qualcosa, di donare la vita, di dare un senso alla tua e a quella del tuo compagno. Io e il mio compagno abbiamo iniziato a “cercare” di avere un figlio due anni e mezzo fa, un tempo che mi sembra passato così in fretta, un tempo che invece a volte mi sembra un secolo. Credo che ogni donna che abbia lo stesso enorme desiderio abbia provato la stessa enorme frustrazione, mese dopo mese, nel sentire quei maledetti sintomi e nel vedere quelle odiate macchie rosse. Un incubo che comincia a toglierti fiducia in te stessa e che senza rendertene conto condiziona la visione che hai di te come donna. Ma solo qualche giorno fa, mentre piangevo al telefono con una ignara quanto stupita operatrice della reception di un Ospedale, mi sono resa conto di quanta rabbia e frustrazione avessi accumulato e di quanto il tempo, cosa cui prima non facevo caso, mi sembrasse ora non bastare […]

Storia semiseria di un’aspirante mamma: PMA e diavolerie simili

Io faccio parte di quella categoria di donne che fa, sempre, e dico sempre, fila alla cassa sbagliata. Quindi, non mi sono stupita più di tanto quando, incolonnandomi idealmente nella fila “DONNE ASPIRANTI MAMMA” al momento di riscuotere la mia beneaugurale dose di fortuna, il Cassiere (rectius : destino, provvidenza, Dio, Buddha ecc. ecc) ha immotivatamente abbandonato il posto di lavoro. Nell’attesa estenuante che ne è seguita, ho setacciato gli anfratti internettiani per acquisire informazioni sul concepimento, sull’apparato riproduttivo, sulla trasformazione cellulare, sulla qualità ovocitaria ed embrionaria, tanto che meriterei una STANDING OVULATION per l’impegno. Ho studiato tutte le posizioni che avrebbero potuto migliorare la fecondazione (consiglio la posizione dell’aratro), l’andamento delle maree, le lune più feconde, l’influenza di altri pianeti e galassie limitrofe. Ho digitato su tutti i calcolatori automatici di internet, per individuare quali fossero i giorni più fertili (il mio preferito è www.periodofertile.it). Ho comprato stick canadesi (eh si anche gli stick hanno nazionalità) e poi, per esigenze di tasca, anche cinesi : uguali ai primi ma con un foglietto illustrativo più lungo. Ho comprato il costosissimo computer “persona” che promette di dirti, attraverso una serie di accattivanti faccine sorridenti, quali sono i giorni più […]

cinquanta per settanta

Il pc era poggiato sul ripiano della cucina. Non dovrei metterlo lì, finisce sempre per sporcarsi e non c’è come mouse pad marmellatato per compromettere la formattazione di un file excel. Ho fatto due giri su me stessa perché ogni novanta gradi di giro cambiavo idea, poi ho aperto la chat e ho scritto “non so se chiederti di accompagnarmi a fare st’ecografia”. Che io gli esami medici sono diciannove anni che vado a farli sempre rigorosamente da sola. Che magari poi sono nervosa e finiamo per litigare. Che mi sembra vagamente autocentrato, chiedergli di sostenermi in questa cosa mentre lui e il suo compagno neanche possono sperare di adottare. Che forse per chiederlo a qualcuno avrei dovuto chiederlo a mio marito Marco, non al mio amico Martino. Quando telegram mi notifica con il cling il suo “Se vuoi, volentieri” penso uno dei grazie più di cuore della storia e mando giù altre due valeriane. La scena dopo siamo nella sala d’aspetto del centro PMA, io faccio scorrere senza guardare il biancoblu di facebook sul telefono mentre Martino legge divertito le lettere di ringraziamento che accompagnano le foto dei neonati alle pareti. Quattro cornici a giorno cinquanta per […]

Nessun ostacolo riuscirà a farmi arrendere

Quando ci siamo conosciuti entrambi avevamo avuto la sensazione ďi conoscerci da tempo tanto si era instaurato subito quel rapporto di unione e complicità delle coppie già mature… Abbiamo subito cercato un figlio poiché volevamo una famiglia tutta nostra e fantasticavamo su come saremmo stati come genitori e già mi immaginavo i nostri figli che giocavano dando voce alla nostra casa..dopo quasi un anno la ginecologa mi iniziò a fare degli esami per controllare se fosse tutto a posto e così seppi di avere la tuba destra compromessa, non pensavo sarebbe stato un problema ed abbiamo cercato di mirare il nostro amore tramite i monitoraggi ma ci sentivamo in gabboa non riuscendo a concludere niente..insieme non ci siamo arresi e abbiamo consultato un centro di PMA. Dopo un altro anno stando dietro a mille esami mi hanno fatto una laparoscopia ed hanno visto che purtroppo sono affetta da endometriosi e che una gravidanza sarebbe una fortuna averla. Non ci perdiamo d’animo e facciamo la prima FIVET, riponiamo in questa tecnica i nostri sogni e le nostre speranze ma invano..la cicogna tarda a fare la sua comparsa.. È un duro colpo da digerire per il mio compagno che ci […]

Sono Mamma grazie alla PMA

Per anni non sono riuscita a dire che ero mamma grazie alla PMA, mi vergognavo quasi fosse una colpa. Poi arriva il giorno dove fai pace con te stessa e ti perdoni. Ti perdoni per non esserti accettata così come sei. Ti perdoni perché hai avuto la fortuna di raggiungere il tuo più grande desiderio. Ti perdoni perché invecchiando cambiano i punti di vista. Ti perdoni perché hai capito che non è una colpa. Da sempre il mio unico desiderio era quello di avere una famiglia e dei figli, tanti figli. Volevo diventare mamma da giovane, volevo godermi con un po’ più di leggerezza e incoscienza la crescita dei bambini. Non avevo preso in considerazione la possibilità di non avere figli, di non trovare il compagno giusto, o qualsiasi altro impedimento, la cosa che da sempre per me era la più naturale e normale per ogni donna non poteva non accadere. Ma la vita non è mai andata da subito come immaginavo e allora dopo i primi mesi dove anche se un figlio non arriva è tutto normale, iniziarono le ansie, le preoccupazioni, e le paure per l’impossibilità di rimanere incinta. Prima di accettare l’evidenza e decidere se […]

Volevo diventare papà. Storia di un sogno e di una lotta d’amore

Come per magia, nei giorni successivi quasi tutte le nostre decennali paure sarebbero lentamente scomparse. La barriera della prudenza era crollata quasi definitivamente, e tutte quelle angosce con le quali avevamo imparato a convivere, quella difficoltà nel gestire contemporaneamente timori e speranze, quel pessimismo da autodifesa che avevamo imparato ad utilizzare come uno scudo per le nostre sofferenze, tutto questo era stato travolto da uno tsunami di gioia, di ottimismo, di positività. I miei piccoli problemi quotidiani scomparivano subito, come per magia, al solo pensiero di quelle immagini, che avevo come stampate nella testa e nel cuore: quel moto perpetuo, quella manina che si muoveva e sembrava volerci salutare, quelle braccine che si strofinavano gli occhi, appena accennati eppure già così espressivi. Sì, quel 25 marzo 2008 non ce lo saremmo mai dimenticati, per quanto il risultato finale fosse ancora lontano sei mesi.   Non sarebbe passato molto tempo prima che la realtà ci riportasse con i piedi per terra. Eravamo a metà della quattordicesima settimana, ed avevo appena finito di giocare a calcetto con gli amici, come facevo ogni martedì. Accesi il cellulare, e trovai una chiamata da casa. Richiamai subito. Rispose mia madre, che era scesa […]

Essere donna. Nascere madre – 2

La mattina seguente mi svegliai con la triste inquietudine di chi ha fatto un brutto sogno, ma il mio incubo non svaniva alle luci dell’alba, il mio “uomo nero” non spariva sgranando gli occhi. Tutto mi sembrava surreale, impalpabile e non riuscivo a smettere di pensare a come si fosse intrecciato questo particolare momento della mia vita, un tempismo da brivido, come se un genio maligno, un folletto dispettoso, si divertisse a mandare all’aria la mia vita nel momento esatto in cui ero pronta a compiere il primo importante passo verso di te, dopo inutili settimane di terapia; tutte quelle inutili lacrime, tutto quel turbolento e doloroso viaggio dell’anima per accettare e affrontare la tua assenza, tutto svanito in un secondo, tutto vano, perso. Bruciavo di rabbia e amarezza, poi Vittoria mi disse: “Tuo figlio è un eroe, si è sacrificato fino ad ora per te!” E se fosse realmente stato così? E se il mio bimbo non fosse stato altro che il mio angelo custode? Certamente, se non avessi cercato di raggiungerlo, i miei occhi non si sarebbero curati del mio collo, la mia mente non si sarebbe interrogata sulla mia tiroide, non avrei mai scoperto […]