5 Anni, qualche mese ed una manciata di giorni

Ho 30 anni, anno domini 2010 e una mattina mi sveglio con la consapevolezza di volere un figlio. Ne parlo con il mio compagno, che da un annetto non aspetta altro. Attende che io sia pronta come lo è lui. Quindi via…..ci godiamo la gioia della ricerca, l’aspettativa, il figurarsi il momento del test positivo….come dirglielo, quando, prendergli un regalino? I primi mesi passano tranquilli, ok che tutti gli altri restano incinta al primo colpo, ma siamo seri…le statistiche per la mia età parlano di circa 6 mesi. Sei mesi che passano inesorabili senza nemmeno un ritardo e allora, complice la visita di controllo dalla ginecologa, le chiedo consiglio e lei mi dice di portarmi avanti facendo qualche esame. Esami che sono perfetti. Come la mia ovulazione, come gli ormoni, il collo dell’utero, la pressione, la coagulazione e chi più ne ha più ne metta. Passano altri mesi, e il mondo intorno a me procrea. Amiche che postano ecografie sui social, amiche che non senti da mesi che ti chiamano per darti la buona novella, donne che ti dicono scocciate che loro non lo volevano ma sai com’è…è bastata giusto una volta senza preservativo e Bomba!!! Subito incinta. […]

Le ferite del corpo

«Mi metto seduta, preparo la siringa, mio marito mi guarda non sapendo cosa fare, osservo l’ago a lungo, mi fa paura infilarlo nel ventre. Mi dico: è solo un attimo, forza… – Mi sento sola – Perché tocca a me e non a lui? – Premo veloce il liquido, cerco di non pensare che gli ormoni fanno venire i tumori – Chissà quante ne dovrò fare ancora? Non sono così coraggiosa. – Ormai è andata, forza liquido fai il tuo dovere, verso i follicoli via… – In quel momento mi sento già mamma, perché una mamma dà tutto quello che ha per i suoi figli, ma la mia pancia è vuota e il mio bambino non c’è ancora», racconta Elisabetta. Intraprendere un percorso di fecondazione assistita significa per una donna affrontare prove molto difficili dal punto di vista personale: innanzitutto vuol dire spogliarsi dei propri vestiti e mostrare le parti intime del proprio corpo allo sguardo di molti. Gli accertamenti clinici, volti ad approfondire le cause mediche dell’infertilità, per la donna sono molteplici e a volte dolorosi. L’aspetto è tutt’altro che irrilevante per il valore che assume il vissuto del corpo nella sterilità. Il corpo che non genera […]

DUE. ANNA

È l’11 aprile del 2015 e io oggi compio quarantuno anni. Alle ore 13,00 di questo giorno ho avuto in mano i risultati dell’esame bhcg del mio sangue, fatti questa mattina appena sveglia. La segretaria del centro di analisi sta chiudendo le pratiche della giornata, è sabato, probabilmente nel pomeriggio non riapriranno me c’è fretta di uscire al sole, perché oggi è il primo vero giorno di primavera. Ho richiesto i risultati on line ma qualcosa non ha funzionato e allora, siamo tornati per averli in mano, perché la carta certifica ancora meglio ciò che si attende da anni, e perchè c’è voglia di mostrare in giro un pezzo di carta, da incorniciare eventualmente. Noi, mio marito ed io, siamo seduti in attesa, mentre l’addetto delle pulizie ci spazza tutto intorno, probabilmente anche infastidito dalla nostra presenza lì a quell’ora. Hope, il terzo componente della famiglia, un jack russell di tre anni, esemplare atipico e molto presente nelle nostre vite emotive, osserva le nostre dita tamburellare sulle sedie di plastica e i piedi fare un movimento preciso, costante e sottilmente percettibile. La ragazza ci dice che sono pronti e sta stampando, ci viene incontro, si china su di […]

UNO. NICOLE

Stamattina alle 8,23 ero al mio appuntamento numero 4 dell’ambulatorio numero 3. In anticipo di 7 minuti. Davanti a me una porta con apertura anti-panico, e una porta allarmata da non aprire, che bisognerebbe parlare di questa scelta terminologica troppo probabilmente del Centro di Scienze della Natalità. Un corridoio marroncino chiaro, sedie troppo appiccicaticce da non poter stendere le gambe, come su un Ryan Air vicino all’ala di sinistra. Da qualche tempo i medici non chiamano più per nome, ma hanno ideato un sistema di cifre e iniziali. La privacy sembra il bozzolo di una farfalla, che ci protegge da cosa e chi non ho mica capito. A me piaceva tanto il mio nome chiamato da Paola. Lei lo dice così, con quel modo giusto per lei, mettendo un accento sbagliato: e legittima ore di pensieri in autostrada, di sogni tra l’ammorbidente e ti dà quel sale della speranza, che le cifre delegittimano in un solo soffio. Ma certe cose ai medici come gliele spieghi? La lei di fronte a me si allaccia un cinturino di silicone che mi sembra un braccialetto o un orologio, non sono sicura, ma non posso mica fissarla! Il colore della plastica è […]

Dedicato a chi non molla

Mi chiamo Cristina, a vent’anni mi è stata diagnostica l’endometriosi, una malattia cronica che può portare a gravi forme di invalidità e anche all’infertilità.  All’epoca ero troppo giovane per pensare di diventare mamma, ma lo ero anche per accettare l’idea che forse non lo sarei mai stata. Nonostante i numerosi interventi subiti e l’aver fatto da cavia a tante case farmaceutiche, l’endometriosi non mi ha mai abbandonato. Diventi donna, impari a convivere con il dolore, un po’ con i segni evidenti degli interventi subiti e anche con la mancanza di quei pezzettini di carne che ti vengono asportati di volta in volta… Quello con cui non riesci a convivere e ad accettare è la modalità con cui devi “gestire” la tua intera esistenza, il tuo quotidiano. Una vacanza,una cena con gli amici… perfino l’amore… Già, perché quando le amiche vivono con spensieratezza la loro sessualità, tu provi vergogna nel confidare anche a te stessa che fare l’amore non è proprio tra le cose che desideri di più. Difficile spiegare cosa provi, figuriamoci farlo comprendere a chi, da “fuori” ti vede come il ritratto della salute. Si, perché le donne affette da endometriosi sorridono molto più delle altre, sanno […]

Buona festa della mamma anche a chi sta lottando per diventarlo

Anche quest’anno contavo su un’estate tranquilla, senza alcol (!) e con un bel pancione E invece a volte, senza motivi precisi, il corpo non collabora a fare la cosa più naturale del mondo. E allora iniziano (per chi sceglie questa strada) i test, decine e decine di ecografie, infiniti prelievi del sangue e punture sulla pancia, alcune gravidanze finite troppo presto, un bel po’ di lacrime. Per mesi mi sono sentita sbagliata, sfigata e diversa da tutte le altre. Poi ho iniziato a parlarne e ho scoperto un mondo di coppie che condividono lo stesso dolore. Ma nessuno ne parla. Come se fosse una colpa, un difetto da nascondere o una debolezza di cui vergognarsi. Nessuno si diverte a parlare di cose così personali e così dolorose. Ma dobbiamo sapere che sono problemi COMUNI. Non siamo perfette e i problemi di infertilità non ci definiscono. Ma il modo in cui li gestiamo e cosa facciamo della nostra sofferenza possono fare la differenza, non solo per noi stesse ma per altre donne. Non voglio compassione ne’ incoraggiamento, strano a dirsi ma non mi sono mai sentita così forte in vita mia. Sfatare questo tabu’ e’ il mio modo per […]

Infertilita inspiegata

Tutto inizia 4 anni  fa.. quando noi, io e il mio compagno credavamo che bastasse un rapporto libero per avere un figlio, ignari da cosa stavamo andando incontro. Passano mesi nulla. Dopo l anno primi controlli nulla tutto ok.. esami visite nulla. I medici “ma voi un figlio lo potete fare anche a casa”. Nulla di fatto e continuiamo con visite su visite. Visto che un figlio non arrivava e nn c erano problemi ci hanno indirizzato in un centro infertilita e anche li stessa diagnosi ma per aiuto proviamo con 4 iui. Negativo dopo negativo alla terza decidiamo di fermarci. Sembrava di perdere tempo. Un problema ci deve essere per forza. E se  come dicono una iui e poco piu di un rapporto naturale inutile continuare e cosi insieme ai dottori passiamo a fivet. Anche li.. nulla di fatto..  e ora siamo in lista per la successiva . Arrivera prima o poi me lo sento. Molti dicono non ci pensare che arriva. Piu ci pensi piu non arriva. Ma come si fa a non pensarci? A questa domanda nessuno sa rispondere.

30 gennaio 2007

Di bambini ne ho visti tanti in vita mia. Ma bello come te, mai. Giuro. Sei bellissimo. Sei un bambino, un maschietto. Me lo sentivo che saresti stato maschio, anche se so che adesso è troppo facile dirlo. Sei nato il 17 novembre del 2005, lo stesso giorno in cui tua mamma entrava in una clinica di Torino per sottoporsi a un intervento chirurgico che le ha negato la possibilità di poter concepire un figlio biologicamente. Eppure non ricordo più quel dolore. Nel cuore ho solo tanta gioia. In mano stringiamo una foto, tuo papà e io. Sei tu. hai una tutina gialla e blu, e gli occhi spaventati. Sei in piedi e probabilmente non hai nessuna voglia di farti fotografare. In una manina hai un biscotto, forse un cracker. Roby dice che stai mangiando una “bugia”, i dolcetti tipici di Carnevale, qui da noi, in Italia. Non provo neppure a convincerlo che in Cambogia non ci sono le “bugie”, mi sembra davvero convinto di quello che dice. Hai i piedini scalzi. Uno, due, tre, quattro, cinque. Uno, due, tre, quattro e cinque. Le dita dei piedi ci sono tutte. Sei bellissimo. Sei mio figlio. È incredibile come […]

Volevo la pancia, questa è la realtà

Chiunque abbia difficoltà di procreazione si è sentito dire a un certo punto “perché non adotti? Ci sono tanti bimbi abbandonati, almeno fai del bene”…è successo anche a me.Tralascio il fatto che tutta questa abbondanza di bambini è in realtà apparente, perché si aprirebbe un capitolo lunghissimo su affidabilità vs adottabilità, case famiglia eccetera. Tralascio anche il fatto che aborro profondamente la visione dell’adozione come di un atto di generosità, visto che per me è semmai l’incontro di due esigenze e non solo un modo di far del bene a qualcuno. Diversamente adotterebbero solo quelli che i bambini li possono avere e non gli infertili, che hanno bisogno anche di far del bene a se stessi oltre che a un piccolo. Credere di essere benefattori e avere per questo diritto a una riconoscenza eterna penso sia il miglior modo per veder fallito un progetto adottivo. Perché forse non tutti lo sanno, ma anche le adozioni falliscono. Capita. Non ho mai messo scuse in campo…ci vuole troppo tempo, ci vogliono troppi soldi, è un percorso troppo pesante. Nel mio iter pma ho speso tantissimo, ho visto volar via mesi e mesi, mi sono vista rivoltare come un calzino e […]

Chi siamo?

«Non credo che tu sia la persona in grado di guarirmi dalle ferite interiori; ma forse, in questa fase della mia vita, non ho tanto bisogno di un medico quanto di una persona che abbia una ferita simile alla mia». David Grossman Tutto ha avuto inizio con una storia,la mia. Maglia in cotone rosa, pagina bianca di word davanti agli occhi e mille parole in circolo che, dalla mente e dal cuore, si dirigevano, accalcandosi nello spazio angusto dei capillari, fino ai polpastrelli, vibranti e pulsanti nella danza sulla tastiera. Tac tac tac tac. Punto. Pausa di silenzio. E, dopo una manciata di istanti, ancora la melodia dei tasti premuti troppo in fretta, con passione veemente, come quando si accarezza il volto di un innamorato da cui si è stati separati per lungo, troppo tempo. Ricordo distintamente di quando mio marito, agli esordi della nostra relazione, trascorse, per esigenze professionali, due mesi e mezzo in Giordania, lontano da me. Ci rincontrammo in una stazione del sud Sardegna, illuminati dagli ultimi raggi del sole che cedeva al tramonto, e le nostre mani, avvolte attorno al viso dell’altro, parlavano, nel silenzio delle bocche, dell’euforia di un nuovo inizio. Conoscevo, dunque, quella […]