Over 40…fuori tempo massimo?

“Signora, lei ha una riserva ovarica in.. riserva”. Ero seduta nello studio di un professorone e, questa volta, avevo portato il mio compagno. Neanche avessi avuto il presentimento che qualcosa sarebbe accaduto, che ci sarebbe stato un aneddoto da raccontare e nessuno mi avrebbe creduto. Non fossero state parole tristi da ascoltare, almeno per una donna, almeno per me, avrei trovato questa frase davvero comica. “Riserva ovarica in riserva”… Ma tant’è, ormai l’aveva detta e io mi sono domandata: “Cosa diavolo ci faccio qui?”. Poi ho guardato lui che mi era accanto, quasi a chiedere “Ma ho immaginato tutto?”. Ma lui non poteva capire, ha cercato di rincuorarmi, era sereno o forse fingeva di esserlo. Io, invece, ho provato solo tanta tristezza e rabbia. Ho superato da qualche anno i 40, sono una donna appagata sul lavoro, guadagno discretamente bene, la mia vita mi piace così com’è. Allora perchè ora, solo ora, ho sentito il desiderio di avere un figlio? Sorridevo quando sentivo parlare dell’orologio biologico, neanche li guardavo, io, i bambini. E adesso, invece, ci ero caduta in pieno. E così, dopo due inutili anni di tentativi, ho deciso… Mi sono rivolta a specialisti per capire se […]

Nato vivo

Siamo giunti in fondo. Il 20 dicembre è stata una giornata di grande pace interiore, sia per me che per Giacomo. Siamo arrivati puntuali in ospedale, mano nella mano. Sorridenti e sereni. Dovevamo solo andare in contro al nostro destino, nulla più dipendeva da noi. Abbiamo atteso molto prima di poter dare il via al nostro momento, almeno cinque ore… e si sa che le attese siano la parte peggiore. Siamo stati attenti a non svegliare i nostri demoni. Abbiamo discusso dei dettagli della ristrutturazione di casa nostra, come se la nostra vita non fosse in pericolo. Mi ero ripromessa di avvisarlo che c’era un documento in cui gli lasciavo detto ciò che non gli avevo mai detto… ma non ce l’ho fatta. Con un po’ di scaramanzia ho voluto pensare che se avessi taciuto sarei sopravvissuta per forza. Nello stesso tempo ero certa che avrebbe cercato un documento se mi fosse accaduto il peggio. Sono stata accompagnata in sala operatoria dopo aver salutato Giacomo e il nonno Domenico. Un saluto che non ho voluto avesse il sapore dell’ultimo. Ho portato con me un fazzoletto di carta, perché sapevo che avrei pianto: in ogni caso avrei pianto. Poi […]

Pezzi di vetro

Prima di tutto ci fu lo stupore. Il giorno in cui io e Fabio facemmo l’amore senza preservativo ci guardammo con incredulità. A pensarci ora sorrido di quella emozione, dell’irripetibile vertigine di quando ci si affida al destino. Da allora sono trascorse innumerevoli delusioni, una ogni maledettissimo mese. Eppure a ripensare a quella prima volta provo una immensa tenerezza per tutta quella ingenuità. Mi ero preparata a lungo a quel momento. Fin da bambina chissà perché avevo paura di non potere avere figli. Quando la mia relazione con Fabio cominciò a diventare importante ricordo benissimo che gli chiesi preventivamente se un giorno avrebbe voluto avere figli, poiché in caso contrario avrei voluto saperlo subito. A ripensarci ora fu un colloquio assurdo, così come assurda è la sensazione di “profezia che si auto-avvera” che mi porto dietro. Un anno se ne andò così, senza rumore. Nulla accadde ma ci sembrava che tutto potesse ancora accadere. Poi decidemmo che con l’inizio dell’anno nuovo avremmo fatto qualche accertamento, ma lo dicemmo a bassa voce, per non essere spaventati dalle nostre stesse parole. Le luci natalizie erano ancora tutte accese e il dolore ancora tutto di là da venire. Istruzioni per l’esecuzione […]

Il sine causa non esiste. Un cammino lungo la diagnosi.

Non ebbi reazioni quando lessi per la prima volta quella parola su una prescrizione medica, perché quella condizione non si addiceva a nessuna delle mie personalità multiple da donna in balia di montagne russe ormonali. Il rifiuto si tradusse in pensieri poco lusinghieri per il mio medico curante: infertile a chi? Maledetto iettatore! Come nelle peggiori favole, quelle che non subiscono il revisionismo melenso della Disney, venne fuori che infertile lo ero davvero e che le cause alla base della mia infertilità erano molte. Le tube, innanzitutto. Dotate di un inappropriato senso dell’umorismo. Nel settembre 2013 mi sottoposi ad un impronunciabile esame, che inaugurò, di fatto, la lunghissima trafila di visite, prelievi, invasioni barbare di intimità. L’isterosalpingografia. Il referto fu confortante: tube pervie. Due anni più tardi, marzo 2015, il medico (diverso) del centro specializzato in problemi di fertilità a cui decisi, finalmente, di rivolgermi, mi consigliò una laparoscopia. La sua parola di capo indiscusso delle vagine difettose contro il mio scetticismo di fronte alla prospettiva di dover affrontare un vero e proprio intervento, in una vera sala operatoria, sotto anestesia totale. Le tube furono ricontrollare solo per scrupolo. Per un eccesso di zelo, quasi paranoia. Erano chiuse. […]

Metterci la faccia

Non è facile parlare di infertilità. Chè non è solo elencare quanti tentativi di fecondazione assistita hai fatto, in quale città o paese li hai fatti, quante punture di ormoni, ecografie, visite mediche, analisi del sangue hai fatto. Non è facile parlare di infertilità. Chè non è che siccome ci sono tanti modi per sentirsi donna, allora puoi accettare di non aver avuto voce in capitolo nella scelta di essere o meno una madre. Chi è che si è permesso di prendere questa decisione per me? Non è facile parlare di infertilità. Chi può capire cosa fa ad una donna il trovarsi ripetutamente, per mesi, anni, sdraiata su un lettino sterile e con le gambe aperte, come mancasse di pudore, lasciare che degli estranei in camice bianco sotto impietose luci al neon gestiscano e controllino un atto che dovrebbe essere il più sensuale e amorevole e intimo di una coppia, quale quello del concepimento? Solo ora dopo tanti anni, posso avere la chiarezza e la lucidità per capire cosa mi è successo, per elaborarlo ed esprimerlo pienamente. Mentre mi barcamenavo tra ginecologi, embriologi, infermieri e tecnici di laboratorio ho faticato a capire, a trovare il senso, il significato nascosto, […]