Un’odissea mai cominciata. E sono felice così.

Dopo circa due anni di tentativi secondo Madre Natura, senza successo, il mio compagno mi ha convinta ad andare a fare una visita, per cercare di capire se la medicina poteva aiutarci a capire cosa non andava. Ho 42 anni adesso, all’epoca ne avevo 40. La prima cosa che ho fatto è stata andare dal medico di base, per farmi fare la ricetta. Mi dice “Guardi, qui in città c’è proprio un centro di ricerca specializzato in queste cose. Ma lei quanti anni ha?” “Quaranta” rispondo. “E non poteva pensarci prima?” risponde lui. (—) No, non ci ho pensato prima, perché un uomo con cui valesse la pena fare progetti seri l’ho conosciuto solo adesso, perché prima sono stata impegnata a cercare di stabilizzare la mia sicurezza economica in 10 difficili anni di contratti a progetto, e perché, alla fine, sono affari miei, personali, o no? Poi mi scrive la ricetta. Dice “Scrivo ‘per infertilità’, ma è così, giusto per capirci, non è che voglio dire….” E torno a casa già un pò frustrata da quel dottore al quale, durante l’università, non hanno insegnato proprio niente sul rapporto umano col paziente.. ma vabbeh, vado avanti. Ci rechiamo entrambi […]

La mia storia

La mia storia è cominciata un triste 14 febbraio del 2013. Ero felice di aspettare il mio secondo bambino, ero incinta di dodici settimane ed aspettavo ansiosa di fare l’esame della translucenza nucale in ospedale. Attorno a me tante mamme con il pancione, felici con i compagni, ed io li con mio marito, che non vedevo l’ora di vedere il nostro bambino sul monitor. Finalmente arrivò il mio turno, entrai traboccante di gioia e impazienza e mi ritrovai a fissare uno schermo vuoto. Ricordo il gelo nel cuore, la paura, la sensazione di irrealtà di quel momento. La dottoressa e mio marito che mi scuotevano perché improvvisamente ero sbiancata in volto, che mi dicevano, con parole come pugni in pieno volto che non mi dovevo sentire male, che non dovevo reagire cosi!!! Ricordo che non piansi, non dissi una sola parola, ero attonita incredula sotto shock. Non c’era battito, il mio bambino era morto e dovevo fare al più presto il raschiamento perché rischiavo una grave infezione. Aborto interno. Ho pianto per due giorni “interi”, un pianto silenzioso come pioggia fine,  smettendo solo in quei rari momenti in cui riuscivo ad appisolarmi. Il giorno del raschiamento un’infermiera mi […]

Il mio angelo

Era il 2011 quando ho scoperto per caso di essere incinta, era successo davvero per caso, io e mio marito non cercavamo un bambino, ma non abbiamo mai avuto rapporti protetti, ben coscienti del fatto che se fosse arrivato saremmo stati felici di accoglierlo. Una mattina ho sentito disgusto verso la mia colazione, latte e biscotti, mai successo nemmeno col virus gastrointestinale, ma non ci ho dato peso. Qualche giorno dopo mi accorgo di essere in ritardo, test predictor negativo, rifatto due giorni dopo positivo. Subito non ce ne siamo resi conto, ma poi la gioia si è fatta incontenibile. Questo era un mercoledì, lo ricordo come fosse ieri. Corro da mia madre, che da diversi mesi era in coma a causa di uno stupido incidente. Col cuore in mano le confido che sarebbe diventata nonna, che il suo nipotino avrebbe dovuto conoscerla e le chiesi di tornare da me perchè avrei avuto bisogno del suo appoggio e del suo sostegno. Lei che scherzosamente diceva che nonna non voleva esserlo perchè non voleva invecchiare, dal letto scrutava il vuoto con i suoi occhi stanchi e le mie lacrime di gioia le bagnavano le sue mani rigide e delicate […]

se riesci a non pensarci.. vedrai che arriva..

abbiamo iniziato con l’idea di un figlio,io ed il mio compagno, nel 2008.. giusto per gioco… nel frattempo molte amiche rimanevano incinta come se nulla fosse.. allora abbiamo iniziato a metterci d’impegno ed a controllare i giorni fertili..ed intanto il tempo passava.. io ero entrata nel vortice… si deve fare nei giorni prestabiliti..nelle ore prestabilite.. ogni volta che una mia amica mi comunicava la bella notizia.. io con il sorriso tra i denti cercavo di gioire per la bella notizia.. e il tempo passa ed arriviamo nel 2009 presa dallo sconforto provo a non pensare alla cosa, o meglio così faccio credere, ma nel frattempo mi perdo in chat e notizie su internet.. ed ogni mese sempre la stessa cosa.. a volte compro dei test.. ovviamente il risultato è sempre negativo… un giorno, il mio compagno, mi porta sul lago di Como, me lo ricordo ancora.. 5 dicembre 2009..e mi chiede di sposarlo… io felicissima inizio a pensare ai preparativi per maggio 2010.. vado a fare la prima prova dell’abito da sposa e capisco che c’è qualche cosa di strano..al sabato mattino ( ore 06.00) mi metto in bagno con i miei gatti e faccio con loro il […]

I giorni della perdita – 3

Lo sfasciacarrozze è fuori città, è alla fine di un viaggio, nella polvere, un viaggio assediato dai rovi e accecato dal frastuono delle cicale. Varchiamo un grande cancello arrugginito e ci addentriamo fra le carcasse bollenti delle macchine, nella luce abbagliante di un sole sempre più invadente, fino a quando scorgiamo un uomo che si aggira, come un monarca sopravvissuto a un’esplosione nucleare, in quel grottesco cimitero. Quando scendo dall’auto, il calore che sale a vampate dal terreno è quasi intollerabile. Io e l’uomo parliamo. È una strana conversazione. La seguo dall’esterno, come se vedessi me stesso e quest’uomo mentre muoviamo la bocca e pronunciamo delle parole. Come se tutto questo non stesse avvenendo realmente. Anche la sua voce ha qualcosa di strano, forse, è troppo lenta e profonda. Sembra immune al caldo, veste una tuta da lavoro blu e una camicia e, mentre avverto ancora questa sensazione di irrealtà, noto che non sembra infastidito dalle gocce di sudore che gli scivolano lungo il viso. Il calore continua a salire a vampate dal terreno, ed è sempre un calore intollerabile, e io e quest’uomo continuiamo a parlare, lui dice che forse c’è quello che cerchiamo, dice di tornare […]

I giorni della perdita – 2

È l’estate più calda degli ultimi decenni quando, per andare all’ospedale, usciamo nel sole che infuoca le strade. Tentiamo di respirare questa aria rovente. Ci trasciniamo in una lotta che non pronuncia parola, una lotta appena disturbata dal profumo affilato, come un rasoio, della speranza. Ci incamminiamo. Attraversiamo il muro freddo dell’aria condizionata, ci muoviamo tenendoci per mano fra ascensori e corridoi, ci muoviamo verso l’ennesimo e disumano verdetto delle macchine. Alla fine raggiungiamo la stanza dove nella penombra ci aspetta il medico. Penso che Roberta ha trascorso le ultime tre settimane a letto, mentre si sdraia ancora e si prepara all’ecografia. Il ginecologo è cambiato. Questa volta i suoi occhi non sono di ghiaccio. È un uomo gentile e, mentre decifra le ombre e i segni, immagino che persino per lui non sia facile trovare le parole. Fuori l’estate scioglie l’asfalto delle strade e abbaglia i gatti che cercano rifugio nell’ombra degli alberi. Lui si attarda un istante di più, forse per sottolineare il proprio impegno, e poi si volta verso di noi. Mi è sufficiente guardarlo negli occhi per capire e, quando parla, sento arrivare dentro di me una sensazione già conosciuta. Prima è una coltellata […]

I giorni della perdita

Luglio 2003 Genova Un altro impercettibile anno di attesa ci spazza via, lasciandoci soltanto un pugno di tristezza stretto attorno ai pensieri. Succede che scrivo molto e che, in qualche modo, i viaggi dei miei personaggi curano la mia irrequietezza. Ma i mesi continuano a sparire, uno dopo l’altro, mesi scanditi dalle date in cui lei dovrebbe essere fertile, date in cui anche la gioia della nostra intimità rischia di divenire un esercizio perduto fra dovere e speranza. Poi, al consumarsi delle lune, lei scopre che non è successo niente e allora scappa via, scappa oltre una porta chiusa, e mi nasconde il suo pianto. Ma io non piango. Non piango anche se non riesco più a provare gioia, anche se la sua sofferenza mi impedisce di dimenticare la mia, anche se, troppo spesso, penso al nostro figlio mancato. Sono giorni in cui tento di sdrammatizzare con sorrisi che però mi escono fuori storti e infuriati; sono giorni in cui preferisco non parlarle del mio dolore, credo le basti già il suo; sono giorni in cui non le dico dei miei incubi, del mio timore di perdermi e di non esistere più. Mi capita di rivedere il Buddha […]

Lettera a un bambino che è nato

Potrei raccontarti che sei stato concepito lungo le sponde di un fiume africano, in mezzo alle radici annodate di una foresta cambogiana, tra le terminazioni al cielo delle torri di Angkor, sotto gli sguardi dolci delle apsara, spiriti femmina delle nubi e delle acque. Potrei sussurrarti che le stelle stavano a guardare mentre la luce di una luna crescente illuminava il tuo ingresso alla vita donandoti la sua energia, o che una vecchia chiromante dalla folta capigliatura e dagli occhi obliqui più scuri della notte lesse il nostro futuro nelle righe della mia mano annunciandomi il tuo arrivo. Ma, piccolo mio, nessuna storia, nessuna magia, fiaba o favola che io possa inventare per te può contenere più amore di quello che mamma e papà hanno impiegato nel loro viaggio per venirti a cercare. Prendo il tuo visino tra le mani mentre le tue, piccole e soffici nuvole di primavera, mi toccano il volto. Allora, come una barca di carta tra le onde, mi perdo nella grandezza dell’amore smisurato che provo per te. Allora tutto si ferma, il tempo, lo spazio, le bussole dei nostri cuori e mi rendo conto che sono tua madre: per sempre e nonostante tutto. […]

Una fra tante

Mai come oggi sono donna. Con questo sangue che mi scorre fra le gambe a tradimento e mi ricorda che ho fallito. Anche questa volta. Ho 36 anni da due mesi e sono una di quelle donne che ha aspettato “il momento giusto”, una di quelle che ha desiderato la certezza di una casa con due camere da letto, un mutuo accordato, una storia d’amore che potesse diventare una storia di vita, un lavoro a cui dedicare più ore del dovuto, quasi in cerca di una legittimazione, di un’autorizzazione a nove mesi di stand by. Sono una di quelle donne che all’inizio pensava bastasse sospendere la pillola e abbandonarsi ad una passione libera negata troppo a lungo, una di quelle che si è messa in fila in farmacia, sperando di chiudere la coda,ed ha sussurrato imbarazzata “mi consiglia uno sticker per monitorare l’ovulazione?”. Sono una di quelle donne. E ora so che sono una fra tante. Ci è voluto un anno per capire che non bastavano i consigli, i “non ci pensare e vedrai che arriva”, non bastavano memo sul calendario e post-it colorati attaccati al frigorifero, le vacanze per rilassarsi, le posizioni acrobatiche facilitatrici. Un anno per capire che alla fine non bastavamo noi. Mi sono tornati alla memoria i 18 anni, le paure tra i banchi delle […]

Mamma: un cammino fatto di attenzione, passione, pazienza !

Ormai sono 25 anni che sono diventata mamma, d’apprima di un bambino nato durante una giornata autunnale di pieno e caldo sole, poi di un bimbo che dopo qualche settimana in primavera nel mio grembo è sfumato, è tornato ad essere fatto di sogno e speranze, che si sono nuovamente concretizzate dopo diversi anni in una notte estiva di agosto con l’arrivo di una bambina. Ognuno di questi percorsi è stato un cammino fatto di attesa, fortunatamente condivisa insieme a mio marito, ai miei genitori ed a tanti amiche. Riuscire a stemperare con le persone che ti amano i tanti sentimenti ed emozioni che accompagnano il desiderio, l’attesa, l’arrivo, la crescita di un figlio è una cosa molto importante, a patto che permetta di sostenere e mantenere la propria autonomia in termini di rispetto e libertà delle proprie sensibilità, competenze e responsabilità. Io ci sono riuscita, non sempre facilmente, alcune volte puntando i piedi, altre volte tirando per i capelli … Le preoccupazioni sono state molte, come sempre accade quando si affronta un qualcosa di nuovo, di sconosciuto, di misterioso. I dubbi, spesso legati ai tanti approfondimenti medici di routine, e che fanno sentire il percorso della gravidanza […]