Un viaggio verso te

Quando leggi le parole “infertilità sine causa” ti fai molte domande: cosa c’è che non va’, cosa abbiamo che non funziona e la risposta è sempre quella, apparentemente nulla.

Poi grazie ad un medico più scrupoloso, lo stesso che quando entri ti dice :” eora tosa, tutto ben?” , che ti fa un po’ sentire come figlia sua, inizi un lungo percorso, lastricato di difficoltà, la PMA.

Che all’ inizio non sai bene cos’è, che quando ti senti dire” non pensarci, rilassati, vedrai che quando non te lo aspetti arriva” li manderesti tutti allegramente aff..  e quando vedi che incinta ci rimangono anche le amebe unicellulari ti sembrano tre lettere magiche. Si, perchè a te, che a quindici anni credevi che bastasse un errore per restare incinta, nessuno lo aveva spiegato che non è così facile, che non basta amarsi perché il miracolo avvenga, non basta farlo nei giorni giusti, senza pensarci, oppure pensandoci e facendo duemila test di ovulazione che non ti serviranno. Nessuno te l’ ha spiegato che all’ ennesimo Clearblue buttato nel cestino con quella stramaledetta linea che se ne sta lì tutta sola ti sentirai un’ imbecille anche solo ad averlo potuto pensare che per te sarebbe stato esattamente come volevi.

Così inizi a bucarti la pancia, a girare a destra e a manca alla ricerca di risposte, a collezionare analisi su analisi che ogni volta ti danno esiti con nuove cose da fare, nuove visite, nuove scadenze.

Questa volta però ci credo. Sono ” in cova” come si dice in questi casi. Prima di iniziare per il criotransfer ero sconfitta, demoralizzata.. ma ieri notte mi sono alzata con una meravigliosa consapevolezza: sono incinta.

E aspetto con ansia le beta fra cinque giorni.

Sognatrice? Forse. Ma che me lo vengano a dire che mia figlia non è qui. Il mio pinguino ha iniziato a vivere in me il 03/12/2018. E guai a chi pensa il contrario.

Un vuoto incolmabile

Non è mai facile parlare di certi dolori interiori con chi non li ha provati o con chi non ne conosce mimimamente il significato: IO NON SARÒ MAI MADRE! Sembra una semplice frase scritta ma che ha un grande peso nella coscienza di chi la deve accettare ogni giorno della propria vita. La storia con il mio attuale compagno inizia un po’ tardi o come si dice avanti con l ‘ età, dove molti magari hanno già la loro bella famiglia al completo con matrimonio figli casa e tutto ciò che completa un bel quadretto. Diciamo che 36 anni non si è vecchi ci mancherebbe altro però se calcoliamo la vita fertile di una donna si lo è ed eccome anche! Ora ne ho 42 e per 5 anni ho cercato di avere un bimbo mio e di creare una famiglia con il mio compagno che amo tantissimo. Però si sa che la vita segue il suo corso e se una cosa non deve succedere non succede come pure e’ vero il contrario… Ma comunque questa gravidanza non è mai arrivata  senza un problema preciso o una patologia anzi, esami su esami, soldi spesi, medici diversi con diverse idee anche ma in tutto questo neanche l’ ombra di un bambino… E da qui il vuoto, il grande vuoto interiore con cui devi condividere la tua esistenza e che niente e nessuno ti potrà mai togliere o guarire e la cosa che fa più rabbia sono quei medici che ho incontrato nel mio cammino della fecondazione assistita che non hanno avuto il minimo tatto a dirmi: “signora, lo sa che arrivati alla sua età e’  molto difficile che lei possa rimanere incinta? Siamo troppo avanti..” Penso che frasi del genere lasciano il tempo che trovano ma fanno tanto male su chi spera sempre in un piccolo miracolo dal cielo….. Per me e’ davvero difficile esternare queste emozioni “tristi” ma credo che questo sia il luogo più adatto per poterle condividere con chi come me soffre o ha sofferto tanto la mancata maternita’. Dopo vari tentativi andati a male ho deciso di fermarmi e di non accanirmi sul mio fisico con punture inutili e anche pericolose per la mia salute; diventare madre dovrebbe essere la cosa più naturale al mondo ma per molte donne non lo e’ e gli viene negata questa cosa. Con questo lascio sempre aperta nel mio cuore e nella mia testa quella piccola e  remota possibilità che magari un domani potrò anch io dire CE L’ HO FATTA!!! Ed è quello che auguro a ciascuna di voi che sta leggendo…!

la vita è una lotta continua ma possiamo farcela

ciao a tutti mi chiamo sabrina all età di 16 anni scopro di avere la leucemia acuta promielocitica dopo 5 cicli di chemioterapia per 2 anni sto bene a 18 anni scopro di essere incinta in modo naturale ma purtroppo devo interrompere la gravidanza perché a causa dei farmaci che assumevo per il mantenimento il mio bambino poteva avere problemi di salute una scelta che ti spezza il cuore e un dolore indescrivibile  che portero per il resto della mia vita dopo 8 mesi si ripresenta la malattia e sono costretta a trapianto autologo di midollo osseo perché le mie 2 sorelle non sono compatibili e nel dicembre 2009 scopro che le chemioterapie mi hanno resa sterile e dopo che avro finito le chemio e se mai sarei stata bene dovevo affrontare anche la strada della PMA .

Nel 2012 mi sposo consapevole di non poter avere figli e dopo tanti sacrifici finalmente nel 2013 partiamo per athene e facciamo la nostra prima eterologa con la felicità nel cuore ero convinta di avercela fatta ma alle beta purtroppo era negativo e li davvero volevo morire anche perché non conoscevo tanti aspetti della Pma pensavo ok parto facciamo la tecnica e finalmente avro un figlio ma non è stato cosi .

aspetto più di 3 anni per accedere alla pma perche pultroppo non solo sono stata sfortunata ma sono anche povera 😢 finalmente in Italia si puo accedere alla fecondazione assistita un miracolo mi dico e facciamo tutti i documenti per accedere alla pma faccio il trasfer di 2 embrioni e alle beta positivo e li ho pianto come mai ho fatto nella mia vita ma dopo 2 giorni beta 0 volevo morire ero disperata ma mi riprendo e ricomincio il percorso faccio un 3 tentativo e di nuovo beta 0 ennesima delusione a settembre si bloccano i LEA  in campania e sono costretta a fermare tutto x inpossibita economiche e nel 2018 finalmente si sblocca tuttemo rifaccio i documenti e decidiamo di fare il nostro 4 tentativo con molte speranza nel cuore ma pultroppo ennessimo negativo ad oggi mi chiedo come e difficile la Vita per chi e povero e non puo fare pma in regime privato la maternità e stato sempre un mio sogno ho lottato per vivere ma pultroppo il mio sogno sta svanendo non ho i mezzi economici per inseguire i miei sogni e allora mi chiedo NE VALSA LA PENA LOTTARE PER POI NON REALIZZARE I MIEI SOGNI il mondo della pma e difficile ma quando ci sono i mezzi economici per affrontare le spese della pma tutto diventa facile e per me non e così…….

Alla ricerca della felicità

Io e mio marito siamo sposati  da 4 anni, avevamo entrambi 30 anni e stavamo insieme da 9 anni. Nei primi due anni di matrimonio però  ci vedevamo  solo nei fine settimana, per motivi lavorativi di mio marito  che è  in marina. Era una cosa provvisoria, sapevamo che poi sarebbe arrivato il trasferimento che poteva darci due possibilità  o rimanere a casa (in Sicilia) o trasferirci  a La Spezia.

Quindi i primi due anni non pensavamo ad un figlio, se arrivava bene altrimenti quando poi ci saremmo stabilizzati ci avremmo provato con più  assiduità.  Il figlio però  non è  mai arrivato. E allora parlo con la mia ginecologa e iniziamo  a fare i primi esami preconcezionali; c’era qualche problemino di ovulazione ma niente di grave.

Nel frattempo però dobbiamo stare 5 mesi a Taranto e in questo tempo la mia ginecologa mi dice di fare per quattro mesi il Clomid  per stimolare l’ovulazione e cominciamo ad avere rapporti mirati. Ma niente, questo figlio non arriva. Comincio a pensare che forse sbagliamo qualcosa e continuiamo la cura per altri due mesi; e ancora niente.

Altro trasferimento, stavolta a La Spezia che per me è  un trauma, dover lasciare per almeno 6 anni famiglia, amici e lavoro. I problemi di fertilità  continuano ma devo cominciare tutto da capo. Innanzi tutto devo trovare una nuova ginecologa, ma in una città  dove non conosci nessuno a chi ti rivolgi? E allora cerco su internet, e così  per caso trovo il centro pma di Sarzana; non sapevo nemmeno cosa significasse, io cercavo solo una ginecologa. Nei forum leggevo che la dottoressa era bravissima, che faceva di tutto per dare un figlio a chi non riusciva ad averlo.

E così  la chiamo e prendo un appuntamento. Gli esami che avevo fatto prima ormai non servivano più , era passato troppo tempo, quindi ricominciamo tutto da capo. Nel frattempo avevo 34 anni, mi sentivo sempre più  vecchia e di dover correre contro il tempo per avere questo tanto sperato figlio.

Dai primi esami il primo problema emerge per mio marito, varicocele  di 2 grado, deve operarsi ma fanno tutto in day hospital e in pochi giorni ritorna tutto normale.

Ma era fine luglio, quindi facciamo passare l’estate e a settembre prendiamo l’appuntamento per l’intervento.

Lo stesso giorno della sua operazione a me vengono le mestruazioni, chiamo la dottoressa e fissiamo il primo appuntamento per la IUI. Devo iniziare a fare le punture in pancia di Puregon, ero impaurita, odiavo fare le punture e per di più dovevo farle da sola, non sapevo cosa mi aspettava, io e mio marito avevamo mille dubbi, non sapevamo se stavamo facendo la cosa giusta. Ma siamo andati avanti e dopo qualche giorno prima inseminazione. Ora c’era  solo da aspettare.

Primo tentativo fallito, ma continuiamo, in fondo non potevamo pensare che andasse bene al primo tentativo, anche se ci speravamo. Via con il secondo tentativo, stessa procedura ma adesso sono più serena, so come fare le punture. Ma anche il secondo tentativo fallisce.

Mi sento triste ogni volta che arrivano  le mestruazioni, ho paura di non riuscire a dare un figlio a mio marito.

Il prossimo tentativo sarà a gennaio, speriamo che il nuovo anno sia migliore.

 

 

Non e’ mai troppo tardi

L’amore era arrivato tardi nella mia vita. E c’era stato pure un ripensamento. Io avevo capito che fosse LUI fin da subito, per lui non era stata la stessa cosa. Ma un anno dopo anche le idee del mio compagno si erano schiarite e la nostra relazione aveva preso il volo. Io avevo 44 anni, lui 49. In pochi mesi la nostra storia si era evoluta, dalla passione si era passati alla convivenza, e poco dopo, per caso, ci eravamo ritrovati a dirci “perche’ no?”sperando che non fosse troppo tardi. E quindi da subito avevamo cominciato a provare, a sperare che quel miracolo si avverasse, ma io sapevo che non sarebbe stato facile, se non addirittura che sarebbe stato impossibile riuscire ad avere un bambino. Dopo tre mesi eravamo dalla mia ginecologa, la quale, in considerazione della nostra eta’, ci consiglio’ di iniziare subito a fare le analisi, per me in primis lo studio della riserva ovarica per capire quali fossero le effettive possibilita’ di concepire. Dopo aver letto gli esiti degli esami, mi consiglio’ di rivolgermi ad una vera eminenza in materia, e cosi’ feci, aspettando pazientemente due mesi per quell’appuntamento in cui avrei capito se e quali possibilita’ ci fossero per la nostra coppia di crescere. Intanto rimbombavano nella mia mente le parole della dottoressa: “finche’ c’e’ ciclo, c’e’ speranza”. E ad ogni ciclo, nonostante la delusione, noi speravamo. In una fredda serata d’inverno, pero’ l’eminente dottore emise il suo verdetto: sterilita’ di primo grado, la mia riserva ovarica si era quasi del tutto esaurita. Lo disse con crudezza, quasi con cattiveria, condendo il tutto con un commento relativo al mio essere in sovrappeso, condizione che secondo lui non mi consentiva di poter affrontare nessun genere di gravidanza. Ma in realta’ soltanto pochi chili mi separavano dal mio peso forma, e sapevo che sarei stata in grado, se solo avessi avuto la motivazione, di perderli per mettermi nelle condizioni di creare la mia famiglia. Dopo esserci asciugati le lacrime a vicenda, il mio compagno ed io decidemmo che non era il caso di piangersi addosso, eravamo gia’ quasi fuori tempo massimo, e non potevamo permetterci di perderne altro. Ci rivolgemmo quindi ad una grossa struttura che aveva un centro per la fertilita’. Fissammo un appuntamento a pagamento, cosa che ci consenti’ di averlo in tempi brevissimi, e “bevemmo” avidamente tutte le indicazioni che ci vennero date. Insieme a quelle, una lista di esami da fare e la scoperta, per noi, di una nuova possibilita’ di procreare: l’ovodonazione. Ci diedero anche delle indicazioni di massima sulle strutture estere che la praticavano, dal momento che in Italia, a causa delle poche donatrici, i tempi di attesa erano lunghissimi e per noi ogni secondo era prezioso. Due mesi dopo avevamo completato tutti gli esami, io ero quasi rientrata nel mio peso forma e nel frattempo avevamo contattato un’organizzazione straniera che ci aveva messo in contatto con diverse cliniche che offrivano questa possibilita’. Riuscimmo a fare il primo colloquio in Italia, quindi trasmettemmo tutti i nostri esami e concordammo modalita’ e tempi del transfer. Poco prima di iniziare a fare le cure preparatorie, un ritardo importante ci fece sperare nell’atteso miracolo, ma ancora una volta il sogno si infranse al comparire dell’ormai amato-odiato ciclo mestruale. Poche settimane prima di partire iniziai a fare le cure, a prendere dosi massicce di ormoni, a preparare tutto il mio corpo ad una possibile gravidanza. Una bellissima e luminosa mattina d’estate arrivammo in una splendida location europea e li’ inizio’ la vera avventura. Gli spermatozoi del mio compagno avevano fecondato gli ovociti di un’anonima donatrice, e il mio corpo da li’ a poco avrebbe accolto quella promessa di vita. Ci consigliarono di impiantarne piu’ di uno, ma non piu’ di due, cosa che facemmo, informandoci anche delle percentuali di successo di questa operazione. C’era almeno una probabilita’ dell’80% che uno dei due embrioni andasse avanti, soltanto il 15-20% che andassero avanti tutti e due. Due settimane dopo feci il test. Ero incinta. Feci le analisi del sangue, le beta erano alle stelle. Con ogni probabilita’ entrambi gli embrioni avevano attecchito. Ero al settimo cielo. La felicita’ pero’ sarebbe stata interrotta da una brutta emorragia, il giorno prima della prima ecografia che avevo fissato. Ero sicura che fosse tutto finito, il mio compagno no. E per fortuna aveva ragione lui. In pronto soccorso feci quell’ecografia che avrei dovuto fare l’indomani e che confermo’ che c’erano due piccoli battiti dentro di me. Adesso dovevo fare la mia parte, stare a riposo e prendere dosi massicce di progesterone. Lo feci. Feci tutto. Presi tutto quello che c’era da prendere, mi privai di tutto quello che poteva  nuocermi, diventai una fortezza inespugnabile per quelle due creaturine che crescevano dentro di me. E poco piu’ di otto mesi dopo, con un cesareo eseguito da un’equipe eccellente, misi al mondo le MIE FIGLIE. Le nostre figlie. E ancora adesso, a distanza di mesi, non posso non commuovermi quando i loro sorrisi meravigliosi illuminano le mie giornate.

TUTTO GRAZIE AL DOTTORE VENALE

TUTTO GRAZIE AL DOTTORE VENALE

Un giorno, che doveva essere un giorno qualunque, accompagnai la mia fidanzata dall’ennesimo dottore, per l’ennesima visita ginecologica a causa di alcune infezioni che si verificavano frequentemente. Questa volta però scelsi quello che doveva essere uno dei migliori. Arrivati in questo magnifico studio in una delle vie più importanti di Napoli pensai subito di trovarmi nel posto giusto, il posto giusto per iniziare quello che è stato un vero e proprio incubo. Da premettere che io avevo 28 anni e la mia fidanzata 20. Ad un certo punto il dottore ci chiede se facciamo l’amore, da quanto e se usavamo il preservativo. A quel punto io gli dico di no e lui senza nemmeno pensarci due volte mi dice di fare entrambe delle analisi e io anche uno spermiogramma. Essendo caratterialmente un tipo molto ansioso iniziai a pensare l’impossibile. Tempo una settimana e avevo già tra le mani l’esame. Chiamo il dottore e vedendo che c’era già qualcosa che non andava volevo leggergli il tutto per telefono. Ovviamente mi disse che dovevo passare di persona, essendoci stato 7 giorni prima pagando ovviamente la visita (150€) pensai tra me e me “che bravo mi fa tornare, per leggermi le analisi di persona”

“Povero ragazzo” due parole che mi rimbombano ancora nella testa. “Povero ragazzo, ma hai preso qualche botta ai genitali da piccolo?”
In poche parole e con una freddezza disumana in presenza della mia fidanzata di 20 anni mi disse che la probabilità di diventare padre era pari a zero. Chiese alla mia ragazza (in mia presenza) se mi amava e se voleva dei bambini da me. La mia ragazza, che fino ad adesso la sto chiamando così solo per farvi rendere conto della situazione…la mia donna, l’amore della mia vita, immediatamente rispose di si e che avrebbe fatto di tutto e subito per avere un figlio da me.

Connubio perfetto: donna innamorata, uomo scioccato. Subito iniziò ad elencarmi i vari sistemi che voleva adottare, vari preventivi con tanto di prezzi ecc. 1000-5000-3000€ acconto, date. Non capii niente, a tal punto dal voler andare via dallo studio affranto, ovviamente alla porta la signorina che esclama “sono 150€”” non mancò nemmeno per quella situazione. Niente visita, nessuna diagnosi, mi disse soltanto quello che c’era scritto sullo spermiogramma: azoospermia severa. Non ci voleva lui o 150€ per capire che stavo rovinato.
Eh vabbè, scendo e inizio a metabolizzare la situazione. Non posso avere figli! E mo? Che senso ha la mia vita? Che senso ha la mia storia d’amore? Dovevo sposarmi. NO! Se non posso avere figli non ti sposo! Un vero e proprio disastro.
Inizio a farmi forza pensando che l’esame fosse sbagliato, perchè proprio a me?
Le attese erano infinite, 7 giorni sembravano un’eternità. La risposta al secondo spermiogramma mi fu consegnata da quello che per me è stato un vero e proprio angelo, il Dott. Lucio Improta del Fatebenefratelli di Napoli, che mi accolse nel suo studio, mi fece accomodare e mi spiegò che la situazione era quella che era ma che per prima cosa dovevo fare un’ecocolortoppler per vedere se avevo un varicocele.
In tutto questo io e la mia metà ci provavamo in tutti i modi, ma niente, la gravidanza non arrivava, non arrivava mai. Mi sentivo di impazzire. Abbiamo fatto almeno7/8 test di gravidanza, non aspettavamo manco il ciclo, una volta addirittura preso dalla collera dell’arrivo del ciclo le feci fare comunque il test. Ero totalmente andato, demoralizzato al massimo.
Intanto arriva la risposta dell’ecocolortoppler: varicocele 4 grado, a 28 anni significa che stai rovinato. Lo spermiogramma era di 4 milioni lenti brutti storti, niente di buono insomma.
Tornai dal Dott. Improta e non mi fece scoraggiare mi consigliò comunque di operarmi nonostante a 28 anni le probabilità erano inferiori.
Oggi mi sono deciso a scrivere queste righe perchè mia figlia ieri ha fatto un anno e ripensando a tutto quello che ho passato mi sembrava giusto dare una speranza a chi sta lottando dando una speranza a chi la sta perdendo.
Mi hanno operato al Cardarelli, dopo 6 mesi si avevano i primi risultati. 6 mesi e un giorno 44 milioni di spermatozoi mobilità giusta, tutto ripreso. 6 mesi e qualche giorno si cancellarono dalla mia mente le parole “povero ragazzo” e furono sostituite da “SONO INCINTA”

Tutto grazie a quel dottore venale.

L’alba

L’alba mi ha sempre fatto un certo effetto, è la magia di un nuovo giorno che nasce, è il confine tra la notte e il giorno, lo spazio di tempo in cui si possono concentrare tutti i  propri sogni e sentire che possono diventare reali  All’alba sono entrata in quella sala dalle pareti colorate e li il sogno è diventato realtà, lì quel lungo cammino di speranza, paure, dolori e gioia è arrivato alla sua meta. All’alba hai cominciato ha farti strada per venire finalmente a noi. E in quell’alba tutte le punture sulla pancia, le delusioni, il terrore di non arrivare mai alla fine, tutto quello che era stato notte in quell’alba è diventato giorno, sei diventata tu mia piccola guerriera dei ghiacci che hai sfidato il freddo di un congelatore e capiarbiamente ti sei legata a me e a questa vita. Custodiscila come un bene prezioso e inestimabile, perché la tua vita è stata fortemente voluta, oltre ogni delusione, ogni squarcio nel cuore, ogni stanchezza e pgni sconfitta. Sei la vittoria dopo una lunga battaglia, sei lo splendore del sole nelle nostre vite, sei il significato della lotta. Perché a volte la vittoria arriva.

UN SOGNO CHE FORSE TALE RIMARRA’…

Non saprei da dove iniziare a raccontare la mia storia…5 anni fa a 33 anni scopro di avere l’endometriosi, da lì sono seguiti 4 interventi con la perdita di entrambe le tube, maggior parte dell’ovaio sx e il ricorrere alla pma…Se mi avessero detto a cosa sarei andata incontro , se avessi avuto più informazioni forse ora non sarei qui senza sapere come muovermi…Ho fatto 4 percorsi di Pma, con beta sempre negative tranne una biochimica…Ora ho finito le possibilità di rivolgermi pubblicamente e mi è rimasta una blastociste congelata da prendere e mi sento di fronte ad un patibolo…non riesco a capire perchè io non riesco a mettere al mondo un’unica creatura, mi sento un mostro perchè tutti gli embrioni prodotti li ho uccisi e ora se voglio riprovare dovrò pagare, ma il problema non è tanto questo ma il dispiacere di vedere nello sguardo del mio compagno l’impotenza e il dispiacere di non poter avere un figlio…è difficile essere felice per chi resta incinta, per chi ha dei bambini, non sono una persona cattiva però mi chiedo perchè c’è gente che li butta via e a loro la possibilità viene data di mettere al mondo e a me no? scusate lo sfogo ma giusto ieri ho avuto il mio ennesimo negativo e proprio ci speravo..come tutte le volte…

Credere al destino!!!!

Essere madri è la cosa più bella per una donna ma sopratutto essere genitori aiuta a rafforzare l’unione e l’amore fra due persone!! La mia storia inizia così……Quando ci siamo sposati desideravamo entrambi formare una bella famiglia e dopo appena 3 mesi arriva la bella notizia!!!Eravamo felicissimi ma questa felicità si tramuto’ in tristezza perché ebbi il 1 aborto spontaneo….Tutti i miei familiari mi dissero di non preoccuparmi….e io speravo di riuscirci al più presto! Dopo breve tempo rimasi nuovamente incinta!!!!di nuovo gioia e felicità ma……2 aborto spontaneo….iniziamo a fare analisi di ogni tipo….visite e controlli…ma…. ancora per 5 volte altri 5 aborti spontanei negli anni….è inutile descrivervi le mie sensazioni di donna …mi sentivo inutile vuota incapace di dare un figlio a mio marito!!!e non vi dico quanti medici e soldi per arrivare a una diagnosi di sterilità secondaria ossia senza una causa specifica!!!mi faceva male ogni volta che andavo in ospedale per effettuare il raschiamento svegliarmi dall’anestesia e non avere accanto una parte di me da amare coccolare ma solo sofferenza e rassegnazione…odiavo le mamme che allattavano i loro neonati circondati da parenti e amici che facevano festa!!!ma poi dopo il 7 aborto io e mio marito decidemmo di intraprendere il cammino dell’adozione molto più difficile sul piano burocratico ma con la speranza di riuscire sa dare amore a un bimbo abbandonato!!!un percorso difficile e lungo per quante volte si viene interrogati e giudicati e soprattutto immaginare come sarà il bambino che potrà essere tuo figlio!!!e qui entra il destino!!!!!una bellissima giornata d’estate quando ormai gli anni passavano per la trafila lunghissima in campo adozioni ci giunge una chiamata dal giudice…di andare a prendere una bambina dopo aver fatto le dovute comparazioni!!!era una gioia immensa….e come per la nascita immagini come sarà il nascituro così immaginavamo come sarebbe stata la bambina….il colore dei suoi occhi dei suoi capelli ma sopratutto sapere che ogni bimbo adottato ha una sua storia personale disastrosa alle spalle!!!ora sono passati anni da quel giorno ma è una scelta che ripeterei tante volte ..certo con le sue difficoltà perché si va incontro a bambini che hanno il loro passato difficile da dimenticare ma con tanto amore che loro cercano veramente tanto ci si riesce alla grande e oggi siamo orgogliosi e felicissimi che nostra figlia sia diventata una ragazza sicura e intraprendente!!!!l’amore cambia tutto!!!!

Quando e quanto ci si sente soli…

La nostra storia è iniziata nel 2013 quando io e mio marito ci siamo sposati, avevamo avuto un fidanzamento lampo ma nonostante ciò il nostro amore è sempre stato importante per cui la ricerca di un figlio parte subito dopo il rientro dal viaggio di nozze…. Passano mesi ma puntuali arrivano le mestruazioni, decidiamo allora di chiedere aiuto. Il mio ginecologo di sempre dice che è tutto ok ma nulla, il tempo passa invano, intanto le amiche si sposano e restano incinte con un tocco di bacchetta magica! Decidiamo di rivolgerci ad un centro di pma… Il dottore, responsabile del centro stesso ci fa fare tantissimi esami dai quali scopro di avere endometriosi con cisti aderenzali(non vi sto  adire gli esami invasivi che ho dovuto fare, tanto purtroppo credo che li conosciate tutti o quasi) cmq l’unico rimedio è la laparoscopia per eliminare queste aderenze. Faccio questo intervento e il dottore mi dice:”SIGNORA PILLOLA O GRAVIDANZA?  DECIDA SUBITO PERCHÉ SI PUÒ AVERE UNA RECIDIVA! ovviamente gravidanza che però nn arriva… Intanto siamo arrivati al 2016…ci rivolgiamo ad un altro ginecologo:stimolazioni, rapporti mirati… Nulla! Prima fivet… Che ve lo dico a fare lo stress e la paura per tutto quel mondo di punture e ansia che x me era totalmente sconosciuto e che mai avrei pensato di dover affrontare… Tutto nella vita ma questa cosa qui proprio non era nei piani…. Si formano 2 blastocisti ma purtroppo non attecchiscono. Sconforto totale, ma si va avanti. Ricambio ginecologo, mi suggeriscono il migliore dalle mie parti… Dopo vari esami mi trova una severa endometrite x cui cortisone a gogò e dinuovo rapporti mirati che nn serviranno a  nulla… Il mio problema?! Ho girato tanti medici, tanti centri ma ad oggi ancora nn l’ho capito! Ho capito solo che siamo numeri, animali ai quali vengono spillati soldi, tanti, senza preoccuparsi minimamente di dare un supporto psicologico (se lo vuoi ti devi pagare anche quello!) Ma io nn mi arrendo!aprile 2018 ricomincio nuova stimolazione, si formano 3 blastocisti ma mi hanno mandata in iperstimolo x cui si congela tutto… Transfer rimandato a settembre perché non ovulo, l’iperstimolazione ha mandato in tilt il sistema mi dicono….settembre 2018 trasferiscono una blastocisti… Test negativo! Ora mi dicono che devo rifare l’isteroscopia! Prima no eh?! Ne dovevamo buttare un’altra di vita! Ne dovevo buttare altre di lacrime tanto la testa il cuore I sentimenti sono miei nn nostri…ma ancora una volta nonostante gli attacchi di panico, le lacrime sempre presenti devo essere forte e fare di tutto per andarmi a riprendere le altre due blastocisti che ho congelato…. Ora sono in attesa dell’isteroscopia e poi cambieremo “metodo” :non si lavorerà su ciclo spontaneo ma faremo altre stimolazioni… Proveremo anche questa sperando sia la strada giusta….

Ma quanta sofferenza in questi anni. Quante persone appena sposate che provavano da 4 5 mesi sono venute a piangere da me e che con un groppo alla gola ho dovuto consolare perché ritenevo amiche, ma poi sono sparite una volta rimaste incinte….

Quante volte mi sono dovuta sentir dire:”dai nn ti abbattere, non ci devi pensare! Una mia amica ci è riuscita quando non ci pensava più” avrei voluto spaccargli la faccia a suocera e gente che a malapena conoscevo e che voleva intrufolarsi nella mia vita!

Quante volte ho visto mio marito piangere perché per lui la famiglia significa avere figli! Con i figli la famiglia si completa… Questa è la frase che mi ripeteva!in buona fede perché mi ha sempre sostenuto e non mi ha mai lasciata sola un secondo ma quanto era duro sentire sta frase…. Pensavo:”e se figli nn riuscirò a dartene che ne sarà di noi…”

Quante amicizie perse perché se eri imbottita di ormoni e rispondevi male loro nn capivano perché nn sapevano e pian piano si solo allontanati…

Quanta forza e quanto coraggio ci vuole per affrontare questo percorso! Sola! Sola! Perché anche se tuo marito ti è vicino non potrà mai sapere cosa si prova a sapere che ti è stato messo un embrione dentro e che tu hai portato anche solo x un minuto una vita in te…. Nemmeno lui che vive il mio stesso dramma può capire….

Il mio percorso è questo e vorrei dire che solo chi ci passa può comprenderlo! È un percorso duro, pieno di ostacoli, si cade spesso ma non si sa come e spinti da quale forza ci si rialza e si ricomincia a combattere più forti di prima! Mi auguro di poter stringere presto mio figlio o mia figlia o perché no entrambi i miei figli tra le mie braccia e auguro a tutte le coppie che stanno ancora combattendo di avere ta ta forza e tanto coraggio e ovviamente di coronare il loro sogno prima possibile!!!! Siamo forse le donne più deboli del mondo noi che affrontiamo una pma ma nello stesso tempo siamo le più tenaci forti e testare! In bocca al lupo a tutte!!!! Forzaaaaa guerriere!!! Ce la dobbiamo fare tutte!