Ed è solo l’inizio…

Più di due anni fa correvo, come al mio solito, per le strade del mio quartiere, un quartiere nuovo pieno di bambini che giocano al parco e mamme col passeggino, e mi rendo conto che ho dentro un amore immenso da dare; voglio diventare mamma, prendermi cura di una vita, aiutarla a crescere e amarla con tutta me stessa. Lo dico al mio compagno, ci mettiamo un pò prima di essere entrambi convinti fino in fondo e intanto sento che il mio corpo e le mie ovaie lavorano a tutto spiano. Iniziamo a provarci, passano diversi mesi senza che nulla accada. Intanto il mio cervello inizia a lavorare, forse troppo…

Poco dopo ricevo una bellissima proposta di matrimonio così decidiamo di interrompere per qualche mese la ricerca di una gravidanza per dedicarci al progetto del matrimonio. Ci sposiamo l’1/10/16 ma già da agosto/settembre riapriamo le danze, fantasticando sul fatto che avremmo fatto il viaggio di nozze in 3. Purtroppo invece passano ancora mesi e mesi, io per distrarmi e allontanare da me il problema mi butto a capofitto nella corsa, da gennaio 2017 seguo programmi personalizzati, incremento i km settimanali e questo apre una voragine con mio marito che non capisce da che parte io stia andando; tutta questa corsa è controproducente e lontana da una gravidanza. Solo tempo dopo capisco che era solo un modo di scappare, di non affrontare davvero il problema per non immergermi nella sofferenza, quella vera, quella che dice che potrei non diventare mai mamma, il mio desiderio più grande. Continuo così fino all’estate 2017 decisa a tornare poi da una ginecologa per aiutarci a capire dov’è il problema. Ad ottobre la visita conferma le mie ovaie micropolicistiche, nonostante i cicli sembrino essere più o meno regolari (ma qualcosa nel mio corpo è cambiato, è come se si fosse bloccato, non sento più le ovaie lavorare durante l’ovulazione, non vedo più i chiari segni del muco fertile), e mi viene prescritto integratore di inositolo. Altri mesi e non succede niente, a gennaio nuovo appuntamento, mi viene detto che ho ovulato, e veniamo indirizzati c/o il centro della natalità dell’ospedale SF.

Inizia così il nostro percorso di PMA dopo più di un anno e mezzo di ricerca senza risultati (dopo essere stata operata di appendicite…non facciamoci mancare niente!). Tube pervie, spermiogramma del marito ok, utero a posto, esami nella norma; si decide quindi per 4 cicli di IUI per poi eventualmente passare al secondo livello. Il primo mese di stimolazione prosegue, sembro non rispondere ma poi le cose cambiano in fretta, l’ovaio destro da segni di vita e procediamo con la prima inseminazione. Siamo carichi di aspettative, la mia mente vaga tra belli e brutti pensieri, tra la convizione che basti un piccolo aiuto per rimanere incinta e la paura grande del futuro che non vada bene. In realtà sono bloccata, ho paura di tutto, mi freezo (che è poi il mio modo di affrontare i periodi in cui vado in pappa)…ieri faccio le prime beta, alle 14:00 arriva la telefonata che non porta buone notizie. Piango, mi sento svuotata e per la prima volta realizzo davvero che potrei e potremmo ritrovarci a vivere per sempre una vita così, a 2. Vedo l’immagine di me in spiaggia che conduco un bimbetto o una bimbetta verso il mare e realizzo che questo sogno potrebbe non avverarsi mai; una tristezza di sottofondo mi pervade. Torno a casa, piango con mio marito e poi usciamo a correre insieme come non facevo dal giorno della iui.

Oggi quella tristezza di fondo resta, attendo il ciclo per iniziare col secondo tentativo e mi rendo conto che è solo l’inizio…

5 anni

Sono passati 5 anni da quel terribile 14 febbraio del 2013. Doveva essere un giorno di festa, la festa degli innamorati, invece per me è stato il giorno in cui ho perso il mio bambino. Ero di 12 settimane. “Aborto interno” sono state le parole come pugnalate al cuore che ha pronunciato la dottoressa. Il giorno dopo ho fatto il raschiamento e ricordo che, in ospedale, mi fecero firmare una liberatoria prima dell’intervento. Ero sotto shock ma con gli occhi annebbiati dalle lacrime che scendevano incontrollabili e silenziose lessi, e ricordo ancora chiaramente solo tre parole “può causare sterilità”. Allora non lo sapevo, anche se ricordo che mi prese un senso di panico, come di premonizione, ma quelle parole mi avrebbero perseguitato per lungo tempo.

In questi 5 anni ho ipotecato la mia vita, l’ho messa in stand-by in attesa di una felicità che non è mai arrivata. Ho pregato fino a consumarmi il cuore. Ho fatto visite ed esami terribili che mai avrei creduto di poter sopportare, ho preso farmaci che hanno deformato il mio corpo, ho girato per studi ginecologici, ospedali, cercando il luminare di turno  che potesse dare una risposta al mio “perché?”, che potesse fare quel miracolo che Dio mi ha negato. Tutto inutile. Dopo tanto dolore, tante speranze infrante, tante umiliazioni, il responso, per me e mio marito è stato “infertilità sine causa”.

Tutti a dirmi che è la mia testa, che ci penso troppo, che devo rilassarmi …. Ma come si fa mi dico io?!!! Come fai a non pensarci quando è l’unica cosa che desideri più dell’aria che respiri?!! Quando qualunque gesto o parola ti riportano li?!

Mi sono trasformata in questi 5 anni, non riuscivo più a godere di tutto il bello che la vita mi ha comunque dato. Non ridevo più, non ero più felice da cosi tanto tempo che quasi non ricordavo il suono di una risata. Io che sono sempre stata una persona solare, mi sono trasformata in una persona cupa e ombrosa. Fuggivo da ogni donna incinta, da ogni neonato che vedevo … ed ero arrabbiata con il mondo intero.  Vivevo di speranze infrante e di sogni subito disillusi da ogni maledetto ciclo, che arrivava puntuale come un esattore delle tasse, quasi a farsi ulteriormente beffa di me!!
Mia madre che mi guardava attonita e mi diceva “non ti riconosco più, basta ti stai facendo solo del male!!”. Il rapporto con mio marito minato dal mio risentimento nei suoi confronti perché lui non provava lo stesso male che provavo io … perché per lui era tutto più facile, perché lui a differenza mia, continuava a vivere.
Un giorno la mia bambina che aveva più o meno quattro anni mi ha detto “mamma sei brutta … sei brutta perché hai sempre gli occhi tristi”…. Mi sono sentita morire! Ma nonostante tutto ho continuato animata da una perversa speranza, sempre più distrutta e dilaniata da ogni nuovo ciclo, da ogni nuova visita ginecologica, da ogni nuovo esame,  ma ostinata a non arrendermi convinta che alla fine chi la dura la vince.
E intanto gli anni passavano, la mia unica figlia cresceva ed io facevo da spettatore quasi passivo di ogni suo progresso …. felice si, ma non come avrei dovuto essere, sempre con quell’ombra nel cuore, con quel senso di fallimento e di colpa che sentivo proprio nei suoi confronti.

Poi un anno fa ho fatto un isteroscopia …. Avevo la convinzione che qualcosa fosse andato storto a seguito del raschiamento, visto che tutti gli altri esami andavano bene, e dovevo togliermi questo dubbio assillante. E’ stato uno dei giorni più brutti della mia vita. Mi sono sentita come una cavia, trattata come un oggetto, nuda, terrorizzata e inerme alla mercè di chiunque in quella maledetta sala operatoria. Mi sono resa conto che non ero una persona ma un numero, che a nessuno importava come io stessi o il terrore cieco che provavo. Ovviamente non c’era nessun danno causato dal raschiamento, solo un piccolo polipo che mi è stato asportato, ma da quel momento qualcosa è cambiato dentro di me.
Il ginecologo, come altri prima di lui, a quel punto mi ha proposto la iui, la fivet e non so che altro … ci ho pensato a lungo ed ho detto NO.

Ho mollato, mi sono arresa … avevo 40 anni ormai … “se Dio non mi ha voluto dare un altro figlio significa che non è nel mio destino” mi sono detta. Già mi sono appellata a quel Dio a cui quasi non credo più, che ironia eh!!
Ho guardato in faccia mio marito, ho abbracciato la mia stupenda bambina di ormai otto anni ed ho detto “basta così”.
Ho provato un immenso sollievo, è stato come rinascere, ed ho capito. Ho capito che non sempre la speranza è una buona cosa … perché delle volte ci si attacca con ostinazione a discapito di tutto. Ho capito che comunque nella vita c’è altro. Ma soprattutto ho capito che il tempo buttato via a piangersi addosso nessuno te lo ridà indietro. Ho perso cinque anni della mia vita, cinque anni in cui ho solo sperato e pianto, cinque anni in cui ho torturato il mio corpo, la mia mente, mio marito e mia figlia e tutti quelli che mi vogliono bene, spettatori impotenti del mio dolore…. in cerca di risposte che nessuno è riuscito a darmi.

Cosi ho deciso di mettere la parola fine a questa triste vicenda, ho lasciato che la vita, il destino o Dio scegliessero per me e di non voltarmi più indietro …. Ho deciso di godere di tutto il bene che comunque ho e di non sprecare più nemmeno un giorno. Lo devo alla mia bambina, a mio marito e a me stessa.

Nel mio cuore resterà sempre un vuoto, una cicatrice che non sparirà mai, ma spero con il tempo di imparare ad accettarlo come a dire “so che ci sei e ti accetto”….abbiamo preso un gattino che ha riempito uno spazietto di quell’immenso vuoto che mi porto dentro e mi sento serena come non mi sentivo più da troppo tempo …. credo di essere sulla buona strada.

5 Anni, qualche mese ed una manciata di giorni

Ho 30 anni, anno domini 2010 e una mattina mi sveglio con la consapevolezza di volere un figlio. Ne parlo con il mio compagno, che da un annetto non aspetta altro. Attende che io sia pronta come lo è lui. Quindi via…..ci godiamo la gioia della ricerca, l’aspettativa, il figurarsi il momento del test positivo….come dirglielo, quando, prendergli un regalino?

I primi mesi passano tranquilli, ok che tutti gli altri restano incinta al primo colpo, ma siamo seri…le statistiche per la mia età parlano di circa 6 mesi. Sei mesi che passano inesorabili senza nemmeno un ritardo e allora, complice la visita di controllo dalla ginecologa, le chiedo consiglio e lei mi dice di portarmi avanti facendo qualche esame. Esami che sono perfetti. Come la mia ovulazione, come gli ormoni, il collo dell’utero, la pressione, la coagulazione e chi più ne ha più ne metta.

Passano altri mesi, e il mondo intorno a me procrea. Amiche che postano ecografie sui social, amiche che non senti da mesi che ti chiamano per darti la buona novella, donne che ti dicono scocciate che loro non lo volevano ma sai com’è…è bastata giusto una volta senza preservativo e Bomba!!! Subito incinta.

Ed io ascolto, sorrido e qualcosa dentro di me, lentamente, si lacera. Discorso dopo discorso, parola dopo parola, qualcosa si strappa ed io non so come rimettere insieme i lembi.

Intanto, dopo che mi sento dare della nevrotica dal medico di base: “Dica a sua moglie di rilassarsi e vedrà che rimarrà incinta”, parole dette al mio compagno quando gli ho imposto di fare uno spermiogramma [nel 2010 in Italia ancora si pensa che tutto dipenda dalla capacità della donna di rilassarsi, quindi è sempre e solo colpa della psiche della donna. Non si concepisce che possano esserci dei problemi fisici. Andiamo bene. Pieno medioevo], continuo ad avere un meraviglioso, abbondante ciclo mensile. E comincio, disperata come sono, a convincermi che davvero sia un mio problema mentale.

Questo fino a quando il primo giugno del 2011 non abbiamo tra le mani il risultato dello spermiogramma, che evidenzia un numero elevato di spermatozoi ma non certo performanti e anche piuttosto malconci. Quindi non sono pazza ma abbiamo un problema da affrontare, qualcosa su cui lavorare ed investire le nostre energie. Energie che in realtà non credo di avere perché sono psicologicamente a pezzi e non so ancora che il peggio è dietro l’angolo ad aspettarmi.

Lasciamo passare un’altra estate fatta di annunci di gravidanze, sofferenza repressa, incomprensioni coniugali e riserbo per una situazione che non so ben comprendere io….figuriamoci spiegarla agli altri.

Da settembre 2011 in poi il mio corpo non mi appartiene più. Visite ginecologiche, esami del sangue, isterosalpingografia, fatta in pausa pranzo e poi di corsa al lavoro perché ho già preso millemila permessi e non posso tirare troppo la corda. Come al solito tutto ok. Tutto bene. Io sono a posto.
Il mio compagno si fa operare di varicocele, ma la situazione non cambia, quindi andiamo da uno dei migliori andrologi di Milano il quale ci dice che sì, ok che lo spermiogramma non è bellissimo ma che comunque sono giovane e, esami alla mano, avrei già dovuto ottenere la tanto agognata gravidanza.

Basta procrastinare, ci mettiamo in cura in un centro PMA pubblico abbastanza comodo sia da casa che dal lavoro….e giù nuovamente esami su esami, soldi che escono dalle nostre tasche e che vanno in tamponi e stick ovulatori. Lentamente divento un’esperta del settore. Riconosco la mia ovulazione con una precisione sconcertante, tanto che abbandono gli stick perché ormai superflui. Ovviamente il centro pubblico prevede un’attesa di circa 6 mesi prima di poter accedere alla IUI. Niente ICSI perché, come tutti mi ripetono, sono giovane e sana e gli spermatozoi se pur messi malino, dovrebbero permettere una gravidanza senza troppi problemi.

Le IUI saranno sette, tutte negative, tutte a seguito di una stimolazione ormonale fatta di punture sulla pancia, gonfiori, rabbia, frustrazione, rifiuto per me stessa e per il mio corpo che si rifiuta di adempiere al suo dovere biologico. Mi spengo, mi chiudo, creo un mondo privatissimo e ristrettissimo nel quale sto bene, una specie di giardino d’inverno nel quale mi rifugio sempre più spesso.

Se non fosse per una carissima amica e collega, anche lei alle prese con gli stessi problemi, ma determinata a non intraprendere il percorso PMA, probabilmente impazzirei.

Invece lei c’è sempre, mi ascolta, mi capisce, sopporta il mio crescente cinismo, le mie lacrime. E’ a tutti gli effetti la mano a cui mi appiglio per non crollare. Mi protegge dal mondo esterno, fa scudo, è quella che si può definire a tutti gli effetti, una vera amica.

Ed io scopro cosa sia la rabbia, sono perennemente arrabbiata con il mondo, con la gente, il sole, la luna, i fiorellini, sono arrabbiata prima di tutto con me stessa, con il mio compagno e con il destino. Non riesco a ragionare razionalmente. L’infertilità governa ogni attimo della mia vita.

Intanto gli anni passano, il rapporto con il mio compagno si logora sempre di più e a Giugno 2014 passiamo alla prima ICSI. Undici giorni dopo il transfer mi arriva il ciclo. Piango in ufficio, piango mentre faccio le beta, mi sembra di saper fare solo questo. Piangere e sminuirmi. Era una biochimica, ma mentre il ginecologo del centro pensa sia comunque un risultato da tenere presente, io lo vivo come l’ennesimo fallimento. Mi crogiolo nella disperazione perché penso che sia l’unico modo per poterla davvero superare.

Non ce la faccio più.

Voglio smettere, voglio tornare alla mia vita di prima, voglio essere lasciata in pace. Sono stufa di esami, tamponi, controlli, iniezioni, litigate, sofferenza. Basta. Non voglio più massacrarmi di farmaci ed esami quando non ho alcun problema, e sono stanca di sentirmi inadeguata.

Eppure il mio compagno insiste. “L’ultimo, facciamo almeno l’ultimo tentativo”. Non voglio ma spinta anche dai compagni di forum (mi sono iscritta ad un forum sull’infertilità che mi ha letteralmente salvata dalla disperazione più nera) decido di fare l’ultimo tentativo. Ed è la stessa cosa che dico risoluta al colloquio con il ginecologo del centro. “Non ce la faccio più, questa è l’ultima volta”. Il gine mi asseconda e mi propone di abbinare agli ovuli di progesterone usati nel post transfer precedente, anche iniezioni di progesterone e pastiglie di cortisone. Accetto scazzata come non mai.

Il giorno del transfer la biologa entra sorridente e mi dice che di ovuli solo due erano idonei ma che gli embrioni risultanti sono stupendi, estremamente vitali e con ottime probabilità di impiantarsi nel mio meraviglioso e sempre perfetto utero.

Dieci giorni dopo vado a fare le beta con il solito atteggiamento di sconfitta che ormai mi appartiene. Passo la giornata come uno zombie in attesa della sentenza di morte, ho i sintomi da preciclo e sono fermamente convinta che tutto sia perduto. Le mie colleghe che conoscono la situazione mi stanno vicino, cercano di distrarmi e attendono preoccupate il risultato. Alle 17 arriva il pdf del laboratorio analisi.

200.2

Apro e chiudo il documento una decina di volte, convinta di aver visto male. Poi scoppio a piangere, ma non un pianto silenzioso, uno di quelli a singhiozzo con tanto di spalle che tremano e versi disumani. Una mia collega accorre convinta del peggio, mi porta in una sala riunioni per consolarmi e quando le dico il valore mi abbraccia  e piange anche lei.

Con il mio compagno decidiamo di festeggiare in serata ed invece siamo così stravolti e provati dagli ultimi 5 anni che crolliamo sul divano alle nove, senza nemmeno la forza di condividere la nostra gioia.

Le seconde beta sono più che raddoppiate e alla prima eco si vedono due camere, una con embrione e battito, l’altra vuota. Il 24 dicembre corro al pronto soccorso per delle perdite (e nel viaggio perdo 10 anni di vita) e scopriamo che tutto va bene, a volte capita, e che gli embrioni sono due e stanno benissimo.

La gravidanza è durata 7 mesi (sì, i bambini sono nati prematuri, abbiamo fatto anche l’esperienza della TIN ma questa, è decisamente un’altra storia), sette mesi tutto sommato tranquilli, fatti di paure e gioie, di fame profonda, di scoperte e preoccupazioni, sempre la consapevolezza che nulla ti è dovuto e che sei stata fortunata, che sei stata scelta dal destino, che la gravidanza non è scontata e che va vissuta come grandissimo dono.

L’infertilità mi ha cambiata profondamente, mi ha fatto conoscere una parte di me che avrei preferito non incontrare mai e mi ha fatto capire che sono più forte di quello che credevo. Mi ha aperto gli occhi sulla gente che ho frequentato per anni, illuminandomi su quanto futili e vuoti fossero alcuni di loro. Ho imparato a discostarmi da ciò che mi fa soffrire e a crogiolarmi in quello che mi fa stare bene.

Ho tante ferite aperte che ancora non si sono rimarginate e che non so nemmeno se lo faranno mai, ma anche loro fanno parte di me, di quella che sono diventata, ed ho imparato ad accettarle con tenerezza, una tenerezza che non sapevo nemmeno di avere.

 

 

Alla ricerca del mio lieto fine

La mia storia… che dire… il mio percorso nel mondo della procreazione medicalmente assistita è iniziato a dicembre 2016 con grandi speranze che sarebbe bastato un piccolo aiuto per coronare quel sogno che io e mio marito cullavamo da anni, e solo tre mesi dopo a seguito della prima iui ecco le mie beta positive e un vortice di emozioni e paure. Dopo qualche settimana la prima ecografia, pensavo sarebbe stato il giorno più bello della mia vita e invece quel giorno la mia vita è cambiata… ricordo ancora il vuoto su quel monitor e nel mio cuore e dopo una settimana quella mia fortunata gravidanza è finita con un raschiamento… da quel giorno altre due iui con esito negativo e così si è deciso di passare alla fivet e dopo due transfer e due biochimiche sono qui che cerco di rialzarmi per riprovare dopo l’estate perché anche se ogni volta è più difficile rialzarsi noi donne siamo più forti di quello che crediamo e così combattive soprattutto quando abbiamo un sogno così grande e speciale

Percorso ad ostacoli

Ho 32 anni sono sposata da 8 anni ho 2 bambini di 4 e 2 anni… Sono quasi all 8 mese aspetto una Bambina tutto regolare direte…. Solo che Questa e’ la mia SETTIMA gravidanza…. Ci siamo conosciuti ci siamo amati subito io e mio marito dopo 6 mesi abbiamo cercato un figlio dopo altri 6 ci siamo sposati…. Dopo un anno di matrimonio il figlio non arrivava io subito cado in depressione iniziamo ad andare da un dottore delle prime analisi lui tutto bene a me c erano problemi con l ovulazione….il medico mi prescrive delle pillole non ricordo il nome dopo 3 mesi non mi arriva il ciclo pensavo ke ce l avevamo fatta ma il ciclo non arriva perché avevo una enorme cisti ovarica….6 mesi di cura a base di anticoncezionali… Che bizzarra la vita…la depressione cresce poi la svolta appena finita la cura mi salta il ciclo… Questa volta il test e’ positivo non ci volevo credere faccio le beta tutto ok… Ma qnd le ripeto non raddoppiano il dott mi tranquillizza… Arrivo alla visita del terzo mese in sala d attesa scherziamo sul sesso se sarà maschio o femmina…. Qnd entro però ricevo la sentenza…non c è piu battito si è Fermato 2 sett prima….Eravamo a tre gg da natale…la depressione si fa sentire ancora piu forte…grazie alla fede vado avanti e a marzo rimango di nuovo incinta…dopo qlc gg ho delle perdite vado all ospedale dove c era il nostro nuovo medico… Gravidanza extrauterina all ovaio…gia di per se l extrauterina è rara ma all ovaio…. 10 gg di ricovero nel reparto maternità in mezzo a nascite continue… Mi curano con un iniezione di metotrexate un chemioterapico non c e bisogno di asportare nulla….non so come non sono impazzita ma la fede in Dio mi ha rimasta in vita e l amore smisurato della mia famiglia…. Dopo 6 mesi nuova gravidanza questa volta perfetta arrivata senza cure ne niente ad ottobre del 2013 nasce mio figlio vincenzo… Psicologicamente però è stata dura pensare ogni giorno che il cuore si potesse fermare anche qnd mio figlio è nato avevo paura di perderlo ho avuto un po di depressione post partum…. Dopo 6 mesi rimango di nuovo incinta ho perdite però alla visita sono gemelli….. All 8 settimana li perdo tutti e due con un aborto spontaneo….meno male che avevo vincenzo…Poi a marzo del 2015 il test diventa di nuovo positivo e dopo 9 mesi nasce Giovanni …. 4500kg….  La nostra vita è oramai cambiata ma ci è sempre piaciuta la famiglia grande… E ad ottobre dell anno scorso test positivo senza cercarlo… Qst volta però ho delle perdite…un pomeriggio dopo pranzo mi venne un dolore non molto forte alla pancia che piano piano si spandeva su tutto l addome… Mi stendo un po i bambini sono al nido ma il dolore era persistente chiamo mio marito xke ero preoccupata ero di 2 mesi credevo fossero contrazioni non le ho mai avute visto che ho avuto due cesarei….Mio marito arriva subito da lavoro qnd mi alzo dal letto il dolore mi impedisce quasi di camminare pensavo ad una colica…vicino all ascensore però perdo i sensi… Mi riprendo quasi subito arriviamo in clinica dove mi aspettava il mio ginecologo che fortuna pensai era di turno…svengo di nuovo…. Shock emorragico da rottura della tuba in un ora avevo l emoglobina a 6 avevo perso quasi metà del mio sangue ero sotto cura con aspirinetta quindi il mio sangue era liquido il Dott mi prescrisse qst farmaco x via degli aborti ripetuti…. Subito mi ritrovo in sala operatoria mi asportano la tuba e con lei anke la gravidanza…. Tutta la mia famiglia è li genitori fratelli cognati cugini il dottore ringrazia mio marito -grazie per averla portata un altra mezz ora e non avremmo potuto fare piu nulla….. Queste le sue parole…. Dopo la dimissione il Dott mi rassicura dicendomi che potevo riprovare ad avere figli subito dopo il primo ciclo ci avremmo messo piu tempo ma sarebbe sicuro arrivato…. Con una sola tuba e un ovulazione ritardataria? Sarà un impresa pensiamo e in effetti subito ci mettiamo all opera a fine novembre mi ritorna il ciclo il primo dopo l incubo….. E anke l ultimo visto che a dicembre alla vigilia di capodanno le mie mestruazioni non si presentano test positivo….. Il Dott quasi non ci crede con una tuba ci avete messo solo un mese? Si quando Dio decide di aprire una porta nessuno può chiuderla ed ora eccomi qui partoriro’ a fine agosto una splendida bambina Antonietta Maria…. E pensare che lungo il percorso ad ostacoli una dottoressa mi disse che avevo problemi con le gravidanze femminili erano quelle che si fermavano…. Buona fortuna a tutte e abbiate fede sempre e solo in Dio nostro padre e Gesù

Tornare a casa …sola…

Sposati nel lontano ’87..dopo un anno prima gravidanza. Interrotta al 4* mese..nel 90.un altro aborto… Un altro nel 93..2 gemmellini..maschietti.. Di nuovo nel 95..alla 22* settimana perdo i Miei 3 gemmellini..2 femminucce e un maschietto…scrollo..ma mi rialzo..ultimo tentativo.. 2007…a 42 anni….interrotta..quasi subito….siamo rimasti in 2..e si va avanti…con un vuoto dentro…

Proprio oggi.

Non ho mai creduto alla casualità, ed ho fatto bene. Proprio oggi ho avuto l’ennesima conferma di ció, perchè proprio oggi, il giorno del mio primo aborto, ho trovato il vostro link.

Condividere questo dolore con voi è un privilegio, in un momento di vuoto incolmabile e complicato da esprimere alle persone che ho accanto. Arrivo da una lunga storia, dopo dieci anni di dolori mi è stata diagnosticata una grave endometriosi, 5 anni fa l’intervento, e da lì la consapevolezza che sarebbe stato più complicato diventare mamma, desiderio coltivato sin da piccola.

Un mese fa, dopo infiniti tentativi per via naturale, mi sono sottoposta ad una Fivet, che prometteva molto bene, visti gli ottimi risultati di laboratorio. Oggi purtroppo ho avuto conferma che il primo tentativo non è andato a buon fine, so che la strada è ancora lunga e non voglio abbattermi, ma non riesco a non pensare che il mio pancino ha rifiutato ció che il mio cuore è pronto da anni ad accogliere.

Ho come la sensazione che si ha quando parte qualcuno, una forma di nostalgia potente e lacerante, un black out nell’anima.

So di poter tentare ancora, ma so che questo bimbo è partito lasciando un vuoto difficile da colmare.

Ci sono sicuramente ragioni del corpo che la ragione non puó arrivare a capire, quindi mi muniró di altra speranza, in attesa di giorni meno cupi.

Nel frattempo mi lascio cullare dall’idea di non essere sola, e di poter condividere con voi questo vuoto.

Grazie.

la mia forza,il mio orgoglio

Ti sorprenderai della forza che scoprirai di avere dentro di te, ti sorprenderai di vedere come il tuo corpo reagisce di fronte agli insuccessi e di come si rialza subito dopo..la resilienza esiste!! La sconfitta ci rende più forti,perché più forte di qualsiasi altra cosa è il nostro desiderio. Non è facile,potrei definirlo un percorso psicologicamente devastante,fatto di attese,speranze,delusioni,silenzi,consigli,incoraggiamenti. Sei giovane,ce la farai..quando meno te l’aspetti arriva!! Quante volte mi sono sentita ripetere queste frasi di circostanza.

E poi arriva la pma.

Passavo le giornate ascoltando il mio corpo,ogni minimo segnale diventava un barlume di speranza. Comunque tu decida di vivere il percorso della pma, la parola d’ordine è non arrenderti,mai!! Tieni duro,sei una guerriera,lo sei diventata nel momento in cui hai deciso di percorrere questa strada, non sei sola in questo viaggio; il tuo compagno è il tuo primo alleato pronto a sorreggerti,supportarti e sopportarti sempre!!  Durante il mio percorso ho incontrato molti ostacoli: il primo negativo,il secondo negativo..ancora un altro negativo,il terzo in sei mesi;l’esito delle beta era sempre fermo a zero..nulla era cambiato rispetto alla partenza..Ero stanca,mentalmente distrutta, la pma stava scavando dentro di me un solco profondo,una cicatrice che non sarebbe mai guarita, ma non potevo e non volevo fermarmi,dovevo andare avanti:questa è la mia strada e devo arrivare alla fine!! Eccomi ad affrontare il mio quarto tentativo: il mio positivo è finalmente arrivato!! Il mio sogno adesso stava iniziando a prendere forma,ma ben presto mi sono dovuta scontrare con un altro mostro:un aborto interno!! Gli ostacoli non erano ancora finiti,sono stata messa di fronte ad un qualcosa che pensavo di non poter sopportare e invece,anche questa volta,ne sono uscita;dopo tre mesi un altro tentativo:ecco un secondo positivo. La paura di ritrovarmi a perdere nuovamente tutto mi paralizzava,ma dovevo continuare a reagire,lo dovevo a me stessa. Tutte le lascrime versate, tutta la paura e la rabbia provate in questi anni oggi mi hanno regalato unsogno,che porta il nome di due splendide bimbe,loro sono la gioia e il senso della mia vita.

Battaglia

Non racconterò tutto parchè è troppo lunga la nostra storia. Dopo 5 anni di tentativi tra IUI e ICSI siamo ancora qui senza aver avuto ancora il nostro lieto fine.

Le battaglie più difficili vengono date solo a chi riesce a combatterle, non a tutti, ma a pochi fortunati. Sì dico fortunati perché lo siamo, noi sappiamo meglio di chiunque il valore di un figlio. Il valore della coppia che lotta per dare la vita ad un nuovo Amore.

Piena di Grazia

so Che si è mamme di se stesse anche , si è mamme di progetti di sogni si è mamme della natura si è mamme del mondo!ma io oggi voglio essere mamma di una splendida bimba perché so che semmai lassù qualcuno lo decidesse sarà una bimba … sarà la mia Grazia la mia piena di Grazia! L’ ho sempre desiderata e qualche anno fa ho dovuto lasciarla andare, probabilmente Grazia non torna perché io non ho ancora perdonato me stessa! A volte noi donne ci sentiamo sole senza renderci conto di quanto guerriere siamo ! Lotto da un anno non è molto ma per me è moltissimo! Ogni mese è una preghiera ogni mese è una speranza! Ma non mollo e ogni mese mi perdono ogni mese mi dono alla natura , festeggio il mio ciclo e aspetto aspetto Grazia! Perché posso essere gravida anche di questo sogno!

Mi perdono Grazia ti voglio