Forse

Credo di averlo scritto sul mio diario segreto tanti anni fa che mi sarebbe piaciuto diventare mamma. Avevo circa 20 anni…probabilmente adesso le ragazze a vent’anni non hanno questi pensieri, ma ne sono passati 15 e con loro tante cose che hanno cambiato tutto. Anche me.

Eppure due anni anni dopo eccolo avverato il mio sogno, dopo 20 giorni di matrimonio quelle due linee mi fanno incrociare gli occhi, incredula nel bagno di casa, cado per terra con il test in mano, la faccia rigata di lacrime e un solo pensiero in testa: NON ADESSO!

La stessa cosa che esclama mio marito (ormai ex), che mi fa capire subito che io, in quella situazione, sarei rimasta sola. Completamente.

In quel momento ti preoccupi solo per lui, per quel puntino che presto diventerà la maggior responsabilità della tua vita, quel puntino al quale dovrai assicurare amore e una famiglia solida e unita, non come la mia, che mi si era sgretolata davanti agli occhi qualche anno prima.

Decido che non voglio un’altra me. Non sarebbe stato giusto. E il 3 marzo del 2006 è diventato quello scheletro nell’armadio che mi perseguita dopo ancora 12 anni e che so che non andrà mai più via.

E invece vado via io, quell’anno, come una pazza furiosa, contro tutto e tutti sento che devo andare via da quel posto, devo trovare un lavoro che mi travolge, per non pensare, per lavarmi la coscienza, per dimenticare. Lo trovo e mi ci tuffo dentro a capofitto per 12 anni, dimenticando la vita privata, la gioia di essere una ragazza giovane e piena di vita e il fatto di essere lontana 500km da casa. La morte ce l’ho dentro e me la porto dietro senza nenache saperlo.

Fin quando, per un errore sulla tabella di marcia, mi permetto di uscire fuori dalla mia zona di confort e di ritrovare amici di vecchia data. Tra quegli amici, quella sera, incontro il mio compagno attuale.

Quattro anni di amore sincero, puro, semplice e maturo, che ci fa prendere la splendida decisione all’unisono, di avere un figlio dopo soli due anni.

Ma ne sono passati altri due, di tentativi, di pianti, di lotte e depressione, di sensi di colpa, di speranza e dottori che ti dicono che state benissimo, entrambi, che devi solo rilassarti e tutto verrà da se. NON CI PENSARE, dicono. Questa frase non posso più sopportarla.

Dopo quasi due anni di tentativi ho mollato tutto. Controlli, ginecologi, cure ormonali, tutto ciò che mi ha portato ad una depressione pesante, ad attacchi di panico forti e invalidanti, al dubbio che probabilmente è ciò che merito per quello che ho fatto. Che forse il mio treno è già passato, era quello, ma io non ho voluto vederlo. Che forse non tutte siamo nate per essere mamme, che magari non è poi cosi sbagliato non avere figli. Ho tante cose belle, adesso nella mia vita, forse è un’esperienza che non devo fare.

Accettare questa cosa mi sta costando impegno, un’analisi specialistica e un’autoanalisi massacrante. Stare faccia a faccia con se stessi e ammettere la verità non è mai facile.

O forse non è questo il momento. Forse arriverà, quando meno me lo aspetto. O forse non lo so, ma mentre spero, so che non e la fine del mondo. O forse si.

l’amore tanto cercato

Avevo 32 anni, un amore e il desiderio di un figlio. Che non arrivava. Avevo 32 anni, un amore, il desiderio di un figlio e un sacco di domande sul perché io non rimanevo incinta.

Ho cominciato a chiedere, a cercare, a fare esami.

Mi sonl rivolta a un ospedale dove dottori con poco di umano mi hanno risposto “mah…pare che boh…non ci sia nulla di speciale..ma boh…”, e mi hanno imbottita di ormoni un po’  a caso e mi hanno tagliuzzata osservata dilaniata per poi dirmi (cito) ” le tue ovaie sono evidentemente stronz..farti rimanere incinta è come cercare di fare la permanente a chi non ha i capelli”.

Avevo quasi 34 anni, un amore e tante lacrime.

Ho preso i risparmi e sono andata altrove, ho pagato profumatamente per essere trattata bene, per avere un protocollo personalizzato e per essere seguita da capo. Era la mia terza stimolazione. L’ultima, avevo deciso. 6 ovociti buoni. 5 embrioni.

Una icsi, negativa.

Nuova icsi, da due embrioni…nove mesi dopo…avevo 35 anni, un amore adulto e un nuovissimo e roseo amore neonato.

No. Non ho perdonato chi mi trattava da colpevole e mi ha massacrata fisicamente e mentalmente. Non li ho perdonati, anche se penso a loro di rado.  A volte vorrei mandar loro una foto di mio figlio e del suo fratellino arrivato 2 anni dopo senza pma. E dietro la foto scrivere che non ero io ad essere calva, ma loro ad essere incompetenti. e di ricordarsene, di fronte alla prossima donna che si rivolge a loro per un aiuto.

 

Vinceremo noi

“Avrei voluto che queste parole non mi toccassero mai.

Avrei voluto essere come tutte quelle donne che pensano e programmano le loro gravidanze con facilità.

Avrei voluto riconoscere subito l’Endometriosi per affrontare immediatamente il problema.

Avrei voluto che la felicità di quel giorno durasse per 9 mesi e oltre…
avrei voluto che quei forti dolori non fossero parte di quel desiderio mai realizzato.”
Perché quando finalmente realizzi di essere incinta, tutta l’attesa, la rabbia, le difficoltà e le ansie che hai provato negli ultimi anni svaniscono di colpo e in un attimo ti ritrovi con il tuo compagno di vita a fare progetti, a sorridere, a immaginare come sarà la vita con un frugolino tra le mura di casa…
Due giorni di gioia assoluta in cui non fai altro che pensare alla vita dentro di te…due giorni lunghissimi ma intensi che vorresti durassero per sempre…
Poi quelle perdite che non si placano, i controlli, gli esami e la visita…nessuna camera gestazionale in utero, ma… “forse è troppo presto, aspettiamo ancora qualche giorno”.
Il viso del ginecologo che ti ha sempre dato fiducia ad un certo punto sembra essere perplesso; lui che ogni volta cerca di trasmetterti quella forza e quella positività che forse tu, prima di tutti, hai abbandonato.
La felicità è durata pochi giorni e si è interrotta, di colpo, durante una notte piovosa in ospedale, insieme alla gravidanza.
Un ‘operazione d’urgenza per GEU che non ha lasciato nient’altro se non il vuoto dentro e naturalmente la paura che possa succedere di nuovo.
Ogni mese ti ritrovi a sperare e a cercare di captare ogni singolo segnale del tuo corpo per capire se sarà il mese “giusto”, ma poi immancabilmente ecco che arriva il ciclo e si ricomincia tutto daccapo…
“E’ successo una volta , succederà ancora!” dicono tutti…
ma dentro di te non sei più sicura di niente.
L’unica certezza che hai e che ti da forza è l’amore incondizionato verso l’uomo che hai al fianco e che ti accompagna giorno dopo giorno in questo percorso difficile. Ti accompagna, ti supporta e ti sopporta quando i tuoi ormoni sono ingestibili. Ovviamente anche lui è coinvolto, in modo diverso, ma soffre con te, ogni giorno, ogni singolo mese.
… ed ora eccomi qui, all’età di 35 anni, a cercare di vincere questa partita della vita…

Ogni giorno un soffio si speranza

Sposata da due anni ma nessun bimbo mi hanno già detto che solo un miracolo potrà farmi diventare mamma… Ho 36 anni ma già pare molto x madre natura…. Il mio povero marito sarebbe stato un padre perfetto e x colpa mia nn lo sarà mai forse…. La nostra piccola unica speranza è l’ovodonazione ma costa tantissimo I sacrifici di una vita e non ci danno nemmeno la certezza … Mi spiace tanto  xche avrebbe avuto tanto amore

tentativi di felicità

il tempo e il suo scandire, sentirselo portare via dalla malattia e dagli anni che iniziano a far pensare.
quando ho avuto il responso per il carcinoma tiroideo mi sono sentita crollare il mondo addosso e ho  sentito improvvisamente  portarmi via anche il sogno della maternità.
ma mi ha fatto scoprire una forza e determinazione che mi hanno portata a reagire subito. E ho cominciato a far mia la resilienza, volevo essere positiva e piena di energie per dare inizio al mio percorso verso la felicità . Così ho iniziato la pma.
il primo tentativo l ho preso come una prova e le beta negative non mi hanno preoccupata più di tanto.
col secondo ero ancora più cosciente, motivata e propositiva. avevano utilizzato anche lo ‘scratch endometriale’
al 3° giorno dal transfer non mi sentivo benissimo, ma avevo dato la colpa al tsh ballerino. ma i giorni passavano  e mi sentivo sempre peggio,  fino a non poterne davvero più e arrivare al pronto soccorso 2 giorni prima dalle beta.
185!!! l’incredulità, la gioia, il pianto e l’abbraccio con mio marito.
anche se mi avevano  ricoverata per iperstimolazione e culdocentesi, il mio unico pensiero era rivolto a quel piccolo miracolo che mi aveva scelta.
le scrivevo settimanalmente tutti i pensieri su delle carte da lettere, volevo raccontarle di come e cosa ero stata disposta ad affrontare per averla, che ero orgogliosa e fiera della pancia che cresceva, dei suoi movimenti , e la felicità si è triplicata quando ho saputo che era una bimba.
ho passato le 16 settimane più belle della nostra vita, fino a quando ho rotto improvvisamente le acque.
parto abortivo dicevano, ma io ero con il corpo li ma con la mente non so ancora di preciso dove. dicevo solo che non poteva succedere a noi.
l unico momento di lucidità l ho avuto, per fortuna,quando ho deciso di vederla : era così perfetta e bella e piccola che li lì non ho voluto toccarla.
dopo di lei c è stato l abisso: il negamento dell accaduto, la rabbia, la solitudine,l invidia per tutte le altre che nemmeno sapevano come erano rimaste incinte.
fino a che ho capito che dovevo ripartire da me e per me. che sono una mamma anche se la società non ci contempla. che ho provato l amore più completo e incondizionato e l unico modo per far si che venga ricordato e accolto è parlarne.
sono passati quasi 2 anni da Angelica . e  sono ancora per i corridoi della speranza, li chiamo ‘tentativi di felicità’

 

L’Aurora in un diario – Il racconto della mia fecondazione assistita

L’Aurora in un diario

Martedì 08 novembre 2016

È passato più di un anno dalla sera in cui ho incontrato la paffutella dai grandi occhi verdi e dalla scoperta di voler avere un figlio tutto mio.
Quell’Aurora si stava facendo aspettare come accade in natura. In effetti non è facile vederla. Bisogna trovarsi nel posto giusto del mondo, in un periodo esatto dell’anno, al buio e avere tanta pazienza, aspettare senza scoraggiarsi.
Io e mio marito eravamo nel posto giusto, al momento giusto, ma la gravidanza non arrivava, qualcosa non stava funzionando bene.

Oggi ritiriamo i referti del suo 3° Spermiogramma e li porteremo al Medico per la valutazione finale del nostro quadro di fertilità, dopo aver effettuato una lista infinita di indagini.
I referti non sono ottimi, si sospetta per me almeno una tuba chiusa e per mio marito soldatini con un bel 98% di forme anomale.
Il Medico dà ad entrambi una cura a base di integratori per cercare di tirar su la situazione, contemporaneamente il mio morale scendeva giù.
Io, giovane donna di 25 anni, che dalla vita avevo ricevuto dei doni immensi e delle soddisfazioni bellissime, con un marito eccezionale accanto, con la grande voglia di diventare Mamma, in quel momento non potevo andare avanti.
Il motivo non era ben chiaro, ma per il momento non mi era permesso di dare amore ad un figlio mio, di sentire il suo odore, tipico dei bambini appena nati, di toccare delicatamente il suo profilo levigato con un dito e di soffermarmi a guardarlo per tempi interminabili senza dire una parola.
E poi non mi era permesso di vedere mio marito padre, sicura del fatto che sarebbe stato il migliore al mondo, che lo avrebbe guardato con quegli occhi verdi pieni d’amore come tutti i giorni guarda me.

Tornati a casa le emozioni erano tante. Tristezza, delusione, consapevolezza di non poter portare a termine un nostro sogno, ma ancora tanta voglia di poterlo vedere avverato.
Dopo una mia breve crisi di pianto, io e mio marito abbiamo deciso di continuare il nostro cammino intraprendendo una nuova strada, consapevoli che non sarebbe stato facile, ma convinti del fatto che sarebbe stata la strada più emozionante che avremmo percorso insieme.

Quella strada la vedevo lì di fronte a noi, lunga, piena di curve, senza orizzonte, ma lo scenario era stupendo.
Una strada sterrata color oro, ai lati alberi di ciliegio in piena fioritura, oltre i quali una bellissima distesa di prato verde vivo. Il cielo era di un azzurro accecante e il sole era alto, caldo, sentivo i suoi raggi attraversarmi la pelle e mi sentivo leggera, trasportata da una brezza fresca e piacevole che mi spingeva in avanti, come a volermi suggerire di camminare.
Ho preso per mano mio marito e ho fatto un passo, da quel momento non ci siamo più fermati.

La strada da seguire ci era stata indicata, ci restava solamente una telefonata e prendere appuntamento per un colloquio in quella famosa struttura specializzata nella PMA – Procreazione Medicalmente Assistita.
Parole lunghe e difficili, proprio come la strada che avevamo deciso di percorrere.

 

 

Il brano è tratto dal libro L’Aurora in un diario – Il racconto della mia fecondazione assistitadi Debora Caruso, edizioni ilmiolibro.it

Un diario di eventi e vicende vissute dall’autrice dalla scoperta dell’infertilità all’esperienza della fecondazione assistita. Una giovane ragazza di 25 anni con un compagno praticamente perfetto e un lavoro stimolante. Cosa manca? È ovvio, un bambino. E per una come lei, abituata a raggiungere sempre l’obiettivo, il senso di fallimento non riesce a placarsi. Ma tra le difficoltà della fecondazione assistita scoprirà se stessa: i suoi limiti ma anche la sua forza. Il libro, toccante e a volte ironico, è rivolto alle donne che non riescono ad avere figli e a quelle donne che si stanno avvicinando al mondo della procreazione assistita. È uno strumento che aiuterà loro ad affrontare le battaglie di questo cammino con maggiore serenità e con una consapevolezza interiore.

I mille colori dell’arcobaleno

La mia “odissea ginecologica” inizia da giovanissima…a 20 anni mi viene asportato un ovaio a causa di un teratoma e mi dicono che ho l’utero setto/bicorne. Diventare mamma è sempre stato un mio sogno ma capii subito che per me non sarebbe stato facile. Inizio la pillola per tenere a riposo l’altro ovaio e quando a 24anni la sospendo per dare inizio alla ricerca vado in amenorrea per 6mesi,ingrasso,mi riempio di peli e senza ciclo non mi sento nemmeno più donna. Iniziamo subito le ricerche:ovaio policistico e insulino resistenza!inizio la metformina e vari integratori e finalmente mi torna il ciclo! A un anno di distanza dall’inizio della ricerca arriva il primo positivo! Non ci sembrava vero,toccavamo il cielo con un dito ma tutto finisce per assenza di battito a 9 settimane e faccio il raschiamento. Dopo 2 mesi dal raschiamento sono incinta di nuovo,di nuovo la speranza si accende nei nostri cuori ma stavolta la doccia gelata arriva subito:gravidanza extrauterina nella mia unica tuba funzionante. Vengo ricoverata e prego tutti i medici di farmi il methotrexate per salvarmi la tuba. Cosi avviene ma mi dicono che seppur salva potrebbe essere danneggiata. Passati i 6mesi che servono per smaltire il farmaco, decidiamo di fare tutti i controlli alla tuba rivolgendoci a un centro PMA,nel caso in cui la mia tuba non fosse stata piu buona per fare un’eventuale Fivet. Per fortuna la mia tua è funzionante e decidiamo di ripartire ma il mio ovaio si blocca di nuovo e provo anche io l’emozione delle punturine sulla pancia per svegliare l’ovulazione. La prima è stata davvero emozionante,me le ha fatte sempre il mio compagno e vedendolo montare le penne con tanto impegno e amore mi trasmetteva sicurezza e voglia di lottare. La prima stimolazione va male,al secondo mese sono incinta. Rivedo di nuovo la speranza negli occhi del mio compagno e cerco di essere positiva anche io. Iniziano però i problemi,vengo ricoverata 3 volte per Delle forti emorragie per un distacco. Quando il distacco sembra riassorbito rompo le acque e a 18 settimane,il 2Aprile 2016,nasce addormentato il nostro angioletto Federico! È un dolore lacerante veder nascere il proprio figlio e sentire che non piange…vederlo piccolo e indifeso e sentirti responsabile di tutto quel dolore che ti circonda,quello del mio compagno e quello dei miei genitori. Tornare a casa un’altra volta con le braccia vuote è una sensazione che ti spacca il cuore in mille pezzi…ho lottato contro l’ignoranza del personale in ospedale per riavere il corpo di mio figlio e per fortuna ce l’ho fatta. Non avendo infezioni la Prom è stata attribuita al mio utero setto/bicorne e il ginecologo mi parla di correzione,di riaggiustare un po’ l’utero tramite un’operazione. Io ero stanca,volevo mollare tutto,arrendermi…non ce l’avrei fatta ad affrontare altro,mi sentivo difettosa e incapace di donare la vita come tutte le donne. Nel mio grembo avevo cullato solo morte. Avrei anche accettato l’idea di non diventare mai mamma ma non mi sembrava giusto nei confronti del mio compagno mollare tutto,dopo quello che avevamo passato fino a quel momento.Decido cosi di fare l’operazione a due mesi dal parto,anche perché mi avevano lasciato residui di placenta che per fortuna non si sono infettati. dopo l’operazione pero non ho voglia di ripartire con ecografie,monitoraggi,punture,pasticche ecc…voglio stoppare un po’ tutto dopo oltre 3anni e inizio un nuovo lavoro,ma dopo un mese inaspettatamente resto incinta,senza nessun “aiuto”. Non è stata una gravidanza semplice,con perditine varie e riposo assoluto per paura che il mio utero ci facesse qualche altro brutto scherzo…sono stati 9mesi di ansia e paura allo stato puro ma il 2 Settembre 2017 è nato Alessandro,il nostro arcobaleno. Finalmente la vita ha vinto,il nostro amore,la nostra forza e la nostra tenacia hanno vinto con la sua nascita. E’ nato il 2 proprio come il suo fratellino,la mia farfallina. Io ai segni ci credo e so che Alessandro ora è qui tra le nostre braccia e a riempire le nostre vite da 10mesi proprio perché ha un angelo e 2 stelline che lo proteggono. E’ stata dura,ho vissuto dei momenti davvero brutti,ho odiato il mondo e il mio corpo traditore ma con l’aiuto del mio compagno e della mia famiglia ho trovato la forza di non mollare,la forza per crederci ancora,la forza per resistere dopo le varie bastonate avute. Quando vi sentite stanche e sfinite sedetevi e prendetevi tutto il tempo necessario per ricaricare le forze ma poi alzatevi e ripartire. I nostri bambini sono li da qualche parte ad aspettare solo noi,basta cercare la strada giusta…qualunque essa sia! ❤

Sperando nell ‘arcobaleno

Dopo 7 anni di matrimonio la casa e’ vuota troppo pulita , ci vuole un bimbo che lasci i suoi giochi sparsi ovunque . Purtroppo questa gioia dopo 5 anni di esami vari non vuole arrivare .I primi mesi il ciclo puntuale come un orologio svizzero ti ricorda che anche questo mese niente … sarà lo stress!!! Iniziamo i primi rapporti mirati , io ovulo il seme di mio marito va bene …. siete giovani non avete nessun problema !!!Continuiamo ad indagare mi sottopongono a isterosalpincografia la mia tuba destra e’ chiusa … un dolore allucinante provano a sturarmela sotto esame ma non ci riescono …. Iniziamo a pensare a una Iui ma prima di farla X accettarci che sia tutto ok mi fanno una laparoscopia  diagnostica , tutto ok … anche la mia tuba e’ aperta … Dopo i dovuti esame mi sottopongono a due Iui entrambi fallite … le forze vengono meno ma il desiderio di avere un figlio diventa sempre più forte devo provare con la Fivet . Un percorso tutto in salita costosissimo i risparmi di una vita messi in ballo ma dobbiamo provarci . E così dopo un ciclo di stimolazione un pick up di 9 ovociti di cui solo 3 sono arrivati a blasto mi impiantano 2 con la speranza di avere due Gemellini e congelarne uno …. lunedì avrò la beta la speranza si contrappone alla paura di un altro fallimento .Spero che dopo tanti sacrifici il mio sogno si avveri .Dopo tante tempeste voglio avere anche io il mio ARCOBALENO

Speranza in sospeso

Siamo sposati da 3 anni e già da 2 abbiamo iniziato la nostra ricerca verso la gioia vera,ma senza risultati! Abbiamo iniziato un po’ per gioco e con la convinzione che ci saremmo riusciti al primo tentativo,anche perché fin da adolescenti ci hanno inculcato queste informazioni:state attenti perché Rimani incinta subito! Beh sono passati due anni e ancora nulla! All’inizio non abbiamo dato peso all’attesa,poi sono sorti molti dubbi. Ho condiviso con mio marito le mie ansie e le mie paure..e così abbiamo iniziato a fare controlli più approfonditi. Tutto era nella norma e non c’era nulla che potesse far pensare che avremmo perso tutto questo tempo. E intanto non arrivava…ho comprato un sacco di test per l’ovun’azione,perché non conoscevo molto il mio corpo. Dagli stick siamo passati al computerino clearblue,ma nulla! Intanto tutti attorno a me,al primo tentativo subito ci riuscivano. Nel mio cuore ormai non c’era altro che tristezza! Tutti mi dicevano( e mi continuano a dire) quando meno ve l’aspettate,arriverà! Ma i mesi passano! Pure il mio corpo si prende gioco di me,con ritardi..ma alla fine il test è sempre negativo. Qualche mese fa abbiamo deciso di fare l’isterosalpingografia…tutto perfetto! E pure all’ospedale mi hanno detto:tranquilla che questa aumenta le possibilità i mesi successivi. Ma ancora nulla!! Non so più cosa pensare,siamo in attesa di questo momento..ma nel mio cuore ormai scoraggiato,so che non accadrà mai!

Al di la di tutto, godere di ogni singolo istante che la vita ci dona

Be quando ero adolescente pensavo che mi sarei sposata e avrei avuto dei figli … non avevo calcolato niente …ma nella mente di un adolescente fantasticavo, come tante, la mia vita futura …

Crescendo ho scoperto che il desiderio di mamma è qualcosa che a un certo punto nasce dentro di te.

A un certo punto decidi che ci vuoi provare, che è quello che desideri di più …

E così dai il via alle danze … e passano i mesi e ogni mese vedi rosso … e poi passa un anno e inizi a chiederti perché la cosa più naturale del mondo non stia accadendo …

Ti dici contraccettivi buttati per tutto questo tempo perché tanto non rimango incinta.

E intanto il mondo attorno a te si colora di pance e di bimbi …

C’è voluto tempo e fatica, psicologicamente approciarti alla pma non è facile … nessuno ti dice nulla, arrivi fai un consulto e ti dicono “dovremmo procedere con una icsi o con una fivet” … e tu sei ancora li che ti chiedi ma cosa vuol dire, cos’è questo  mondo, come ci sono finita dentro?

Ti parlano, di punture, di ormoni di orari a cui devi farle … e tu magari vorresti solo un sorriso e qualcuno che ti dica “andrà tutto bene” … anche se magari così non sarà …

E poi tanto tabù in giro, nessuno che ne parla, sembra che sei malata … e invece tu e il tuo amore vorreste solo un bambino…

Per fortuna incontri uno o due forum, e li incontri donne che hanno il tuo stesso problema, scopri che non sei sola, scopri che puoi confrontarti con qualcuno, conosci persone stupende che altrimenti non avresti mai conosciuto …

Inizi a scoprire, a capire… diventi quasi esperta di pma a forza di conoscere i dosaggi, le punture, i farmaci …

E poi ci provi, una, due … tante volte … c’è chi ci riesce subito, chi no … chi ancora ci prova …

Io sono stata fortunata, alla prima fivet ho avuto il mio miracolo … ed è stata gioia immensa …

Poi dopo un annetto  ci riprovi … dici “ci sono quelle che dopo la pma ce la fanno naturalmente” … e invece niente …

Quando ti svegli e come ogni giorno quello che vorresti è essere di nuovo mamma … poter avere di nuovo il pancione, poter provare di nuovo quelle sensazioni che solo una mamma può provare.

Ma intanto ti godi quel bimbo tanto sperato e tanto amato che c’è, che ogni mattina ti bacia e ti riempie il mondo di amore, che ogni giorno ti rende felice, la tua ragione di vita …

Però in fondo al tuo cuore ci vuoi riprovare, ci devi riprovare … e così via di nuovo con le punture, gli ormoni, i dosaggi … e niente alla quarta volta ti fermi … e dici stop

Ora mi godo il mio unico miracolo, mi spiace per lui che resterà solo, sto imparando ad accettare, sto imparando a godere ogni giorno di quel che ho, a essere felice per quel che ho… perché ho un miracolo che merita tutto il mio amore … perché io sono stata fortunata e non me lo devo dimenticare …

Il desiderio di un figlio che non arriva ti logora, ma non perdetevi la vita, l’amore nell’attesa … so che non è facile … ma godete veramente di ogni istante che la vita vi regala, e finchè ce la fate provateci, ma quando non ce la fate più cercate aiuto in chi vi possa sostenere ed aiutare ad accettare …