PercorsoMaledettamenteArduo

Quante volte ho sentito questa frase “Ma si, sei giovane, basta che non ci pensi e arriverà!”. Che grande contraddizione…proprio perchè sono giovane non dovrei riuscire a procreare facilmente?

La nostra ricerca inizia così, con questo “consiglio” da parte di amici, vicini e soprattutto medici. Inizia nel 2013, quando ho 23 anni e il mio compagno 33. La ricerca di un figlio inizia in modo molto spensierato, entrambi convinti che in qualche mese il gioco fosse fatto. Mese dopo mese però iniziai a farmi domande, iniziarono le ricerche su internet. “Magari sto sbagliando qualcosa?” Conto i giorni, osservo il mio corpo, sento ogni piccola modifica del ciclo, quei dolorini da ovulazione, ma poi puntualmente arrivano i giorni dolorosi, ogni volta che la mestruazione tornava stavo male fisicamente e moralmente. Ho sempre sofferto tanto i dolori mestruali e spesso dovevo stare a letto il primo giorno. Dopo un anno di ricerca, per scrupolo feci un controllo e li iniziarono a cadere tutte le mie poche sicurezze. Cisti endometriosiche. Ok, niente paura, con l’operazione diedero una bella ripulita e potemmo ricominciare. Nel frattempo si accorsero anche di una malformazione: utero bicorne. Un altro piccolo ostacolo ad una potenziale gravidanza, ma tutto sommato il resto sembra essere a posto, mi dissero che forse è per questo motivo che ci sto mettendo più tempo del previsto. Dopo aver smaltito queste notizie la nostra ricerca riprende. Mentre i mesi passano, facendo le mie ricerche capitavo nei forum dove parlavano della PMA e tutte quelle donne mi facevano molta tristezza e tenerezza allo stesso tempo. Scoprivo nuovi termini, pick-up, transfer, PT, la cova, nomi di farmaci che man mano erano sempre più familiari. Mai avrei pensato di diventare una di loro. Di avere a che fare con le siringhe come un tossico, di avere le ore scandite da aghi e medicine, di aver male al sedere per colpa delle punture. Ma è stata una scelta obbligata. Dopo 4 anni di ricerca e di ripetute richieste ai ginecologi di fare qualche controllo tutti mi liquidavano dicendomi: “sei giovane, il ciclo è regolare, non serve fare nessun altro controllo”.

Nel 2017 abbiamo preso coraggio e siamo entrati nel mondo PMA. Finalmente già dal primo colloquio mi hanno prescritto tutti gli esami. Ho ricevuto 2 schiaffi in pieno viso da quegli esiti. Uno diceva che l’endometriosi era ancora li, in tutto il suo splendore, anche se almeno non si erano più formate delle cisti. L’altro diceva che la mia riserva ovarica è quasi a zero. Mi sono sentita vecchia dentro ed è iniziata la corsa contro il tempo.

Perchè tutte le donne della nostra compagnia sono più vecchie di me e fanno figli senza problemi? Perchè a noi no? Perchè io mi sentivo sempre più vuota nella pancia e nell’animo? Perchè? Perchè? Perchè? Mai così tanti perchè senza ricevere alcuna risposta…

A 27 anni ero nel corridoio assieme a donne di 40 anni o più, mi sentivo inappropriata. Ma al tempo stesso ero felice di aver preso in mano la situazione. Finalmente qualcuno si stava prendendo cura di noi e ci stava aiutando a realizzare il nostro desiderio.

Man mano che attorno a me spuntavano fiocchi rosa e azzurri io iniziavo le terapie ormonali per la  FIVET, nel marzo 2018. Le dosi da cavallo hanno fatto si che potessero prelevare 17 ovetti, tutti maturi. 10 congelati subito e degli altri solo 2 sono arrivati a blastocisti.  Intanto abbiamo 2 possibilità da poter sfruttare subito. Abbiamo tenuto congelato tutto per 3 mesi perchè dopo il pick-up gli ormoni sono impazziti e non ho potuto fare il transfer subito. Sono state 3 settimane devastanti a livello morale e psicologico. Smaltiti gli ormoni sono tornata alla carica e siamo andati a prenderci il nostro primo pinguino. Il 21 giugno 2018 è stato trasferito. Siamo arrivati ad 1 passo dalla vittoria. Due giorni prima delle beta ho fatto una cosa che credo non rifarò più: il test di gravidanza da supermercato. Quella domenica mattina il test era positivo. Una linea debole ma positiva a tutti gli effetti. Già iniziammo a fantasticare, finalmente dopo 5 anni qualcosa è successo. La felicità purtroppo è durata poco perchè le beta si sono rivelate positive, ma basse e infatti invece di salire sono scese. Penso ancora a quel piccolino che si era attaccato, ma forse per qualche problema genetico non ce l’ha fatta ad andare avanti. E’ stato un giorno nero, ero arrivata ad un passo dall’obiettivo, per poi essere subito scaraventata all’indietro. Penso che è stato meglio così, meglio perderlo subito. Ma è una magra consolazione. Nel frattempo sono diventata zia, zia alla seconda, ma ancora mamma alla zero.

Arriviamo a settembre 2018 e sono in preparazione per il secondo transfer. Sarà lui quello buono? Sono in uno stato di perenne agitazione e il transfer è il mio chiodo fisso. Ogni giorno guardo il calendario, pensando a quando dovrò iniziare quella pastiglia o quella puntura. Non sto affrontando la cosa con tranquillità. La PMA è la salvezza in molti casi, quando si arriva alla fine del percorso. Ma nel mentre la strada è tortuosa, fatta di curve in mezzo alla nebbia, che non ti fanno vedere quello che ti aspetta dopo e fatta di salite che non ti permettono di vedere la luce del sole e la vetta sembra non arrivare mai. Questa è la PMA, un gioco d’azzardo, una roulette russa dove punti tutto quello che hai: puoi vincere o perdere tutto. PMA: percorso maledettamente arduo direi. Per noi la storia non è ancora finita.

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