Un arcobaleno di Gioia

Per me fino al 2011 diventare mamma era una cosa scontata.

io nel 2009 avevo voluto un figlio, l’ho chiesto una volta ed il mese dopo ero incinta….di due gemelli addirittura.

quindi per me la maternità era una cosa matematica, scontata. 

Fino al 2011 quando dopo essermi lsciata con il padre dei miei figli, incontro il mio amore più grande. Dopo poco decidiamo di avere un bambino, per coronare il nostro sogno d’amore.

il primo test positivo è stata una emozione indescrivibile per entrambi. Non vedevo l’ora di vedere il mio fagiolo sullo schermo nero.

Alla prima ecografia però, vedo la faccia del mio ginecologo scurirsi….e li ho capito che qualcosa non andava. Le parole sono state “biochimica” e altre cose che non ho capito. Sostanzialmente non si era formato nulla e potevo scegliere se aspettare il ciclo o fare un raschiamento. La prima parola nuova: biochimica.

La seconda: raschiamento

La terza: aborto.

Vabbhe, mi rincuora dicendo che capita a tante, è una cosa “normale”. Ci posso riprovare al prossimo ciclo.

Da quel momento sono rimasta incinta altre 10 volte.

Solo 2 sono riuscita a sentire il battito. A Massimo 10 settimane, ritorno della mestruazione, ancora aborto.

Aborto, aborto, aborto….

Dopo il terzo aborto abbiamo cominciato a fare tutte le indagini necessarie, il listone poliabortivita’.

Ad ogni esame pregavamo che si trovasse il problema, in modo che potessimo intervenire…invece nulla, sempre le solite parole “signori qui è tutto a posto”.

Fino a maggio 2015 quando scopro di essere incinta nuovamente.

Sinceramente ormai ci ridevamo sopra, facevamo scommesse sulla durata della gravidanza…non ci illudevamo. Forse avevamo sviluppato questo humor come autodifesa, perché tutti questi aborti ti devastano. 

Invece, contro ogni previsione la gravidanza va avanti. Arrivo a 12 settimane (miracolo) e ad un eco di controllo il mio ginecologo mi dice che finalmente posso cominciare a stare un po’ più serena.

A 13+4 vado in ospedale a fare la traslucenza nucale, felice e contenta con la speranza di riuscire a capire il sesso del mio bambino.

Invece la storia si ripete:

“C’è qualcosa che non va, plica nucale a 4, chiamate il primario”

Alla fine la diagnosi è stata peggio del solito “non c’è battito”.

IDROPE FETALE, incompatibile con la vita.

“Signora, col cuore in mano le dico che io fossi in lei abortirei domani”.

Il baratro totale.

In quel momento non capivo neanche la gravità, l’unica cosa che ho risposto è stata “ma è maschio o femmina”.

“È una bambina”.

La mia bambina. Era arrivata.

Dopo tanta sofferenza era arrivata. E loro mi dicono di abortire.

Inizia un calvario ancora più grande.

Mille domande, perché noi? Dopo tutto quello che già avevo passato…..

Alla fine tengo duro fino alle 22 settimane, girando ospedali in cerca di una speranza che non è mai arrivata.

Finché Noemi ci ha lasciato.

È nata il 9 luglio 2015 alle ore 00.05.

Non vi sto neanche a spiegare lo stato emotivo che avevo.

Ovviamente ovunque vedevo solo donne incinte.

In tv solo neonati.

Le persone attorno a me tutte incinte e prossime al parto…

Ci siamo affidati ad un genetista per ulteriori approfondimenti anche se L Idrope non era di origine genetica (non sapremo mai cosa sia realmente successo, nonostante la moltitudine di esami in utero e post mortem effettuati), finché, in preda allo sconforto più totale perché ormai erano finiti gli esami da fare, i medici e i genetisti ci hanno suggerito di ricorrere alla fecondazione con diagnosi pre impianto.

Io ormai ero il fantasma di una donna. Il mio bagno era pieno di test di ovulazione, i rapporti con mio marito erano mirati solo in determinati giorni.

E alla loro proposta io ho detto no. Non c’è la facevo moralmente ad affrontare stimolazioni, pick-up, monitoraggi etc etc.

Ho deciso di interrompere questa ricerca, ho deciso di guarire dalla malattia che me ne stavo facendo.

Abbiamo deciso di sposarci e io ho deciso di godermi i due bambini che fortunatamente già avevo. 

Nella disgrazia avevo capito che c’era tanto e tanti per cui vivere.

Finché a maggio 2016 scopro di essere incinta, di una gravidanza non cercata è capitata per caso.

Stranamente va tutto a posto, i medici non se lo spiegano….stranamente ogni eco è perfetta, normale, gravidanza fisiologica.

Finché il 31/1/17 con taglio cesareo è nato il mio arcobaleno, Gioia.

Nonostante tutto, il sole torna sempre.

Questa mia storia mi è servita a capire tante cose, a tramutare la disperazione in qualcosa di positivo, perché in ogni situazione si può sempre trarre la parte migliore.

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