E tu quando lo fai un figlio?

Quando aprii gli occhi la notte era ancora presente, dalle tapparelle traspariva un leggero chiarore lunare. Sentii mio marito che russava sonoramente, invidiai la sua capacità di dormire nonostante tutto quello che ci stava accadendo. Mi voltai e fissai il mio sguardo sull’uomo che avevo accanto. Che cosa sarebbe accaduto se il nostro cammino fosse fallito? Per anni avevamo studiato e progettato il futuro senza crearci il minimo problema sulla nostra progenie. Era del tutto scontato avere dei figli, la legge di natura lo impone, perché avremmo dovuto pensare diversamente? Ora volevamo entrambi un figlio che non arrivava. M’invase una strana agitazione, capii solo dopo qualche minuto di cosa si trattasse: avevo paura.

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«Ho avuto qualche difficoltà a… Insomma non ne voleva sapere di mettersi sull’attenti» disse con un filo di voce. «Così dopo aver tentato per dieci minuti pensando a tutte le belle donne che conosco, ho realizzato che forse avrei trovato un aiutino con il materiale messo a disposizione per gli uomini che come me si bloccano.»
“Tutte le belle donne che conosco”.
«Scusami amore, se quel cesso di tua moglie non è stata d’ispirazione.» Ero furiosa, all’improvviso i miei occhi s’infuocarono e, non appena Leo se ne accorse, cambiò espressione: era terrorizzato.
«Ma che cosa dici tesoro mio! Lo sai che tu sei l’unica per me! Provaci tu ad armeggiare con il tuo coso mentre un’infermiera dall’altra parte della porta, attende che tu abbia finito per entrare a prendere i tuoi soldatini. Non ci riuscivo cara, fidati, è stressante.

Tratto dal libro: “E tu quando lo fai un figlio?”, Rizzoli Youfeel.

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